Wall Street blindata da buy sull’hi-tech in attesa annuncio tassi Fed. Nasdaq scatta di oltre +2%

27 Luglio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street positiva, nel giorno della Fed: oggi, mercoledì 27 luglio, la Federal Reserve guidata da Jerome Powell annuncerà la propria decisione sui tassi sui fed funds.

Alle 15.50 ora italiana, il Dow Jones sale dello 0,41%, lo S&P 500 avanza dell’1,14%, il Nasdaq balza del 2,13%.

L’ultima volta in cui c’è stata la riunione del Fomc – il braccio di politica monetaria della Fed -, alla metà giugno, Powell & Co hanno alzato i tassi di 75 punti base, come scommesso dai mercati, al nuovo range compreso tra l’1,5% e l’1,75%, valore record dal periodo precedente l’esplosione della pandemia Covid-19.

La stretta monetaria è stata la più forte dal 1994, portando alcuni a parlare perfino di Volcker shock, in un contesto in cui è tutto il mondo spaventato dall’inflazione e, di conseguenza, dagli effetti che i rialzi dei tassi tesi a fronteggiare le sue impennate finiscano per provocare un brusco rallentamento dell’economia, peggio ancora un hard landing e dunque una recessione.

Nel mese di giugno, l’inflazione degli Stati Uniti misurata dall’indice dei prezzi al consumo ha segnato una crescita, su base mensile, dell’1,3%, superiore alle attese di un rialzo mensile pari a +1,1% e oltre l’aumento precedente di maggio, pari a +1%.

La componente core, ovvero quella depurata dalle componenti più volatili rappresentata dai prezzi dei beni energetici e alimentari, è aumentata dello 0,7% su base mensile, più del +0,6% atteso e oltre anche il +0,6% precedente. Su base annua, l’inflazione è volata del 9,1%, al nuovo record di sempre, ben oltre il +8,6% previsto e il +8,3% precedente.

L’inflazione core è aumentata su base annua del 5,9%, a un ritmo inferiore rispetto al +6% precedente, ma anche in questo caso più delle attese. Immediata la reazione di alcuni economisti, come quelli di Nomura, che hanno reagito annunciando di prevedere una stretta monetaria fino a +100 punti base.

Ma Wall Street e i mercati globali sono preoccupati anche del rischio recessione, per l’economia Usa e mondiale.

Il consensus stima una stretta monetaria di 75 punti base:

“Con così tante variabili da considerare, prevediamo che i mercati rimarranno volatili dopo la riunione del Fomc – ha scritto intanto in una nota riportata dalla Cnbc Mark Haefele di UBS Global Wealth Management – Con i mercati che anticipano tassi sui fed funds al 3,3% entro la fine dell’anno, questo significa che dopo il meeting di questa settimana, ci potrebbero essere altri rialzi dei tassi di 100 punti base circa entro la fine di dicembre. Ma il ritmo delle strette rimane incerto”.

Il sentiment positivo che si riflette soprattutto nella buona performance del Nasdaq è sostenuto dalle trimestrali delle Big Tech Microsoft e Alphabet.

Attesa per le trimestrali di altre società, come Qualcomm, Ford e Meta Platforms (ex Facebook), che annunceranno i bilanci dopo la fine della giornata di contrattazioni.

Prima dell’avvio della seduta, sono stati resi noti i risultati di bilancio del colosso aerospaziale Usa Boeing.

La performance del titolo è solida nonostante gli utili e il fatturato abbiano deluso le attese. In particolare, la perdita per azione su base adjusted di Boeing è stata pari a 37 centesimi, superiore al passivo per azione di 14 centesimi atteso dal consensus. L’utile netto si è attestato a $160 milioni, in calo del 72% su base annua, su un fatturato di $16,68 miliardi, inferiore ai $17,57 miliardi stimati e in ribasso del 2% su base annua.

Tuttavia, dopo aver bruciato $483 milioni nel secondo trimestre del 2021, il flusso di cassa operativo di Boeing è stato positivo, pari a 81 milioni di dollari. Il ceo del gigante ha inoltre confermato che Boeing si trova “nella fase finale” dei preparativi per tornare a consegnare i suoi aerei 787 Dreamliners.

Sul mercato dei Treasuries Usa, i tassi decennali scendono al 2,765%, mentre i tassi a 2 anni oscillano a un valore superiore, piatti al 3,057%, confermando l’inversione della curva dei rendimenti Usa.

Sono più di 150 le società scambiate sullo S&P 500 che hanno diffuso i conti relativi al secondo trimestre. Di queste, il 70% circa ha battuto le attese degli analisti, secondo i dati di FactSet.