Wall Street avvolta dai buy: Tesla e United Airlines +11% post trimestrali. Netflix ancora colpita dai sell

21 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

Le buone notiie che arrivno con la stagione degli utili fanno da assist a Wall Street, che riporta una solida performance. Alle 16 circa ora italiana, il Dow Jones sale di 321,91 punti (+0,92%), a 35.482 punti; lo S&P 500 avanza dell’1,08% a 4.507 punti circa, mentre il Nasdaq fa +1,32% a quota 13.630.

In primo piano il rally del titolo Tesla, ma anche dei titoli delle compagnie aeree American Airlines e United Airlines, che beneficiano degli outlook positivi diramati dai due gruppi.

United schizza di quasi l’11%, mentre American Airlines balza di oltre l’8%. La riapertura delle economie post lockdown da Covid e la voglia di tornare finalmente a viaggiare sono state confermate dalle trimestrali comunicate dalle due compagnie.

Nel rendere noti i numeri della propria trimestrale, American Airlines ha comunicato anche di prevedere per il secondo trimestre del 2022 il ritorno all’utile, grazie alla ripresa delle prenotazioni dei biglietti aerei, che dovrebbe riuscire a coprire il boom dei costi del carburante.

La compagnia aerea numero uno degli Stati Uniti ha annunciato inoltre che marzo è stato il primo mese dall’inizio della pandemia Covid-19, in cui il fatturato ha superato i livelli del 2019.

I risultati di United non sono stati positivi, in quanto deludenti rispetto alle attese, al contrario della rivale, che ha battuto invece l’outlook: ma il gruppo ha mostrato anch’esso fiducia nel futuro, dichiarando di prevedere per il 2022 il ritorno all’utile, per la prima volta dalla pandemia, grazie all’aumento delle prenotazioni e alla maggiore propensione dei passeggeri a pagare di più pur di tornare a volare.

Scatto al rialzo anche per Tesla, che vola di oltre l’11% dopo la diffusione di una trimestrale che ha messo in evidenza nuovi livelli record per gli utili, il margine lordo e il fatturato, molto meglio delle stime degli analisti e nonostante i problemi che continuano a colpire le catene di approviggionamento, ritardando di conseguenza i processi produttivi delle aziende.

Il gigante produttore di auto elettriche fondato e gestito da Elon Musk ha reso noto di aver riportato nei primi tre mesi del 2022 utili per un valore di $3,2 miliardi, o di $2,86 per azione, rispetto agli utili di $438 milioni, o 39 centesimi per azione, dello stesso periodo del 2021.

Su base adjusted, l’eps si è attestato a $3,22 per azione, molto meglio dei $2,26 per azione stimati dal consensus. Il fatturato è balzato dell’81% a $18,6 miliardi, rispetto ai $10,39 miliardi del primo trimestre dell’anno scorso, grazie ai prezzi più alti delle auto e alla crescita delle vendite. Il giro d’affari ha battuto anch’esso le attese, che erano per un valore di 17,80 miliardi.

Triste performnce invece quella di Netflix, reduce da un tonfo superiore a -35% della sessione di ieri. Il colosso pioniere del video-streming ha pagato cara la notizia della prima perdita degli abbonati, nei primi tre mesi del 2022, in più di un decennio. Il crollo del titolo si è tradotto in una perdita della capitalizzazione di mercato di 50 miliardi di dollari. Dopo l’ondata di vendite il titolo Netflix si conferma il peggiore, da inizi 2022, dello S&P 500, con una flessione pari a -62,5%.

Nelle ultime ore, è arrivato anche lo schiaffo dell’investitore miliardario Bill Ackman, che ha annunciato nella tarda serata di ieri di aver smobilizzato l’intera partecipazione detenuta nel gigante del video streaming, pari a $1,1 miliardo, aggiungendo di aver subìto una perdita di 400 milioni di dollari. Il titolo Netflix perde più del 3%.

Attesa per il discorso che sarà proferito alle 11 ora di New York dal numero uno della Federal Reserve, Jerome Powell, in un intervento al Volcker Alliance and Penn Institute for Urban Research.

Successivamente, Powell parlerà di economia globale in occasione di un dibattito che si terrà al Fondo Monetario Internazionale (Fmi), sotto i riflettori in questi giorni con il consueto appuntamento delle riunioni primaverili.

Dal fronte macroeconomico degli Stati Uniti è stato reso noto oggi il report delle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione da cui è emerso che, nella settimana terminata il 16 aprile, il numero dei lavoratori degli Stati Uniti che hanno fatto richiesta per la prima volta per ricevere i sussidi è sceso a 184.000 unità, più delle 180.000 unità previste dal consensus degli analisti, rispetto alle 186.000 unità della settimana precedente (dato rivisto al rialzo dalle 185.000 inizialmente comunicate).

Il dato rimane in ogni caso ai minimi degli ultimi 53 anni, a conferma della solidità del mercato del lavoro Usa.

Ieri a Wall Street il Dow Jones Industrial Average è salito di 249,59 punti, o dello 0,71%, a 35.160,79 punti; lo S&P 500 è sceso a 4.459,45 mentre il Nasdaq Composite ha fatto peggio, scendendo dell’1,22% a quota 13.453,07 punti.

I tassi sui Treasuries a 10 anni sono in rialzo, ma ancora al di sotto della soglia del 2,90%, dopo essere schizzati due giorni fa al 2,94%, record dal dicembre del 2018.