Wall Street: attesa rialzo tassi Fed fa bene ai finanziari. Tassi Treasuries a 10 anni oltre 2%, record da 2019

14 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street inizia la nuova settimana di contrattazioni contrastata, in attesa del responso della Fed, che arriverà dopodomani, mercoledì 14 marzo, dopo la riunione di due giorni del Fomc, il braccio di politica monetaria della banca centrale.

Passata un’ora circa dall’inizio della sessione, il Dow Jones sale di 300 punti circa (+0,90%), a 33.239 punti, mentre il Nasdaq è piatto attorno a 12.841. Lo S&P mette a segno un rialzo dello 0,54% a 4.227.

La prospettiva di una redditività agevolata dal contesto di tassi più alti – grazie all’imminente stretta monetariaa della Fed -alimenta oggi gli acquisti sui titoli finanziari: i buy si riversano su American Express e Visa.

In generale, i finanziari si confermano il settore che riporta la performance migliore dello S&P 500.

In calo il settore oil, complice il forte tonfo delle commodities, che si spiega sia con la speranza di un accordo tra la Russia e l’Ucraina sul cessate il fuoco, che con la paura di un nuovo calo della domanda di petrolio dovuto ai lockdown che sono stati imposti a causa di un nuovo boom di casi Covid in alcune città della Cina, inclusa Shenzhen.

I futures sul WTI scambiato a New York sono scivolati del 6% circa a $102.82 per barrel, mentre il Brent è capitolato fino a -5,5% a $106,46 al barile.

Male anche il bene rifugio per eccellenza, ovvero l’oro, con i futures in ribasso di oltre l’1% a $1.961,90 l’oncia. Crollo del palladio, che ha sofferto un tonfo fino a -12% a $2.453 l’oncia, nella sessione peggiore dal marzo del 2020.

“I recenti movimenti dei prezzi delle commodities sono estremi e, se le cose andranno avanti per un periodo prolungato di tempo, il danno economico sarà significativo. Tuttavia, non riteniamo ancora che lo scenario di base sia quello di una recessione, e non crediamo che l’azionario scenderà dai livelli attuali”, ha commentato in una nota lo strategist di JP Morgan Mislav Matejka.

L’attesa di una accelerazione dell’inflazione e della prima stretta monetaria della Fed dal 2018 ha portato i tassi sui Treasuries Usa con scadenza decennale a volare fino al record dal luglio del 2019, al 2,106%.

I tassi dei bond a due anni sono saliti fino all’1,82%, al valore più alto degli ultimi due anni e mezzo.

Tempi incerti per i mercati azionari: il Dow Jones ha ceduto la scorsa settimana il 2%, soffrendo la sua quinta settimana consecutiva di ribassi, mentre lo S&P 500 e il Nasdaq hanno perso rispettivamente il 2,9% e il 3,5%, riportando la settimana peggiore dal 21 gennaio scorso.

I tre principali indici azionari Usa sono tutti scivolati in fase di correzione, pagando la guerra tra la Russia e l’Ucraina e i timori di una ulteriore impennata dell’inflazione.

Il Dow Jones è in calo di quasi l’11% rispetto al suo precedente record di sempre, mentre lo S&P 500 è in calo dal suo massimo precedente del 13% circa.

Il Nasdaq si conferma la vittima illustre della recente ondata di sell off, visto che è entrato in mercato orso con una perdita superiore di oltre il 20% dal record assoluto testato a novembre.