Wall Street ancora in calo all’indomani del giovedì nero, focus su dati lavoro Usa

6 Maggio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street si muove in deciso calo, con gli investitori che cercano invano di stabilizzarsi dopo che i principali indici americani hanno subito i maggiori ribassi dal 2020. Nei primi minuti di contrattazione l’indice Dow Jones cede l’1,20%, l’S&P500 perde l’1,33% e il Nasdaq prosegue la sua discesa con un -1,80%.

Ieri, nel giovedì nero di Wall Street, il Nasdaq ha lasciato sul parterre il 5%, dopo che alcuni dati sono tornati a rinfocolare il timore dell’inflazione e dunque, nuovamente, di interventi più aggressivi da parte della Fed di Jerome Powell.

A riportare il pessimismo è stato il balzo del costo unitario del lavoro Usa nel primo trimestre dell’anno, ben oltre le attese. Stando ai dati preliminari, il dato è volato dell’11,6%, oltre il +9,9% atteso dal consensus. In picchiata la produttività degli Stati Uniti che, nello stesso arco temporale, ha riportato il calo più forte dal 1947, scendendo del 7,5%, ben oltre il ribasso atteso pari a -5,4%. Il boom dei costi unitari del lavoro ha rinfocolato i timori sull’impennata dell’inflazione negli Stati Uniti.

Oggi l’attenzione si è rivolta al mercato del lavoro americano, che ad aprile ha visto la creazione di 428.000 nuovi posti, contro aspettative ferme a 400.000 nuovi posti. Il dato viene letto dagli economisti come un miglioramento solo lieve, che dimostra ancora la carenza di manodopera e possibili pressioni sull’inflazione. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 3,6%, appena al di sopra del minimo di 54 anni. I salari orari medi si sono raffreddati, aumentando dello 0,3% rispetto alle aspettative di un aumento dello 0,4%.