Venerdì nero per Piazza Affari, tracollo delle banche innesca -5% del Ftse Mib

10 Giugno 2022, di Redazione Wall Street Italia

Giornata no per Piazza Affari che anche oggi risulta maglia nera tra le Borse europee con le tensioni sui Btp che stanno allarmando gli investitori. Il Ftse Mib, già sceso dell’1,90% ieri, segna in chiusura -5,17% a 22.547 punti. Per l’indice guida di Piazza Affari si tratta dei minimi a un mese, con quotazioni che comunque sono ancora distanti dai minimi 2022 toccati nell’intraday del 7 marzo a 21.060 punti.

A preoccupare gli investitori è il forte allargamento dello spread Btp/Bund. Ieri la Bce ha preannunciato l’intenzione di alzare i tassi di 25 punti base nel prossimo meeting di luglio e un altro rialzo arriverà a settembre con la possibilità che sia di entità superiore. Diversi analisti danno adesso per scontato che a settembre il rialzo sarà di 50 bp. Goldman Sachs si aspetta che la BCE aumenti i tassi di 50 bp ciascuno sia a settembre e ottobre, prima di tornare a un rialzo di 25 punti base a dicembre. Di contro Barclays indica 50 bp a settembre e 25 bp a ottobre prima di fermarsi alla luce del deterioramento della crescita (la casa d’affari UK prevede una recessione tecnica in arrivo per l’area euro e un 2023 con solo +0,5% del PIL rispetto al +2,1% indicato dagli economisti Bce.

C’è poi la questione scudo anti-spread. La Bce non ha dettagliato in che modo intende contrastare un eventuale eccessivo allargamento degli spread. Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia, ha rimarcato oggi che la volontà in seno alla Bce è di prevenire la frammentazione. “Abbiamo sempre saputo contrastare questa frammentazione: nel 2010, nel 2012, nel 2020, ogni volta con strumenti diversi – spiega Villeroy – . Nessuno dovrebbe avere dubbi, anche sui mercati, sulla nostra volontà collettiva di prevenire la frammentazione”.

Oggi è stato poi il turno dell’inflazione Usa, risultata dell’8,6% a maggio, in accelerazione dall’8,3% del mese precedente e oltre le attese degli analisti. Fiammata maggiore del previsto anche per l’inflazione core (+6%).

Sul parterre di Piazza Affari spicca oggi il tonfo di Bper (-12,92% 1,699 euro) che ha approvato il nuovo piano industriale 2022-2025 “BPER e-volution” che prevede al 2025 un utile netto pari a 800 milioni di euro. La posizione di capitale è prevista rimanere elevata, con un Cet1 ratio Fully Phased maggiore del 13% al 2025, supportata dalla forte generazione di utili che permetterà di incrementare significativamente la remunerazione agli azionisti, con un pay out ratio previsto al 50% nel 2025.

In generale le banche sono state sotto l’occhio del ciclone alla luce delle possibili ricadute derivanti dall’impennata dello spread Btp/Bund (balzato sopra i 220 bp). Unicredit e Intesa hanno chiuso con ribassi rispettivamente del 7,38% e del 9,1%%. Giù del 12% Banco BPM:

In difficoltà anche oggi Enel (-4,33% a 5,481 euro), titolo di maggior peso del Ftse Mib e che insieme alle altre utility risulta tra quelli più sensibili al rischio legato al rialzo del costo del denaro alla luce del loro elevato livello di debito. Tra le big molto male anche ENI con -5,6%.