UniCredit: utile netto straccia e doppia stime analiste, banca Orcel riduce esposizione Russia e migliora guidance 2022

27 Luglio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Trimestrale UniCredit oltre le attese, con l’utile netto che straccia letteralmente le stime degli analisti, anche quelli più ottimisti, in alcuni casi doppiandole. Il titolo UCG reagisce a Piazza Affari con un balzo superiore a +5,5%.

La banca guidata da Andrea Orcel dà ufficialmente il via alla stagione dei conti delle banche italiane relativi al secondo trimestre, informando gli azionisti e il mercato anche di alcuni nodi cruciali, come quello rappresentato dall’esposizione verso la Russia ma anche quello dell’esposizione verso i BTP e i titoli di debito italiani, in un momento in cui gli analisti tornano a parlare di doom loop nell’Italia diventata orfana di Draghi.Per doom loop si intende abbraccio mortale tra le banche e i titoli di stato della loro nazione rispettiva.

La trimestrale di UniCredit, così come quelle di altre banche che arriveranno nei prossimi giorni, arriva nel bel mezzo delle preoccupazioni sul trend dei tassi sui BTP e dunque dello spread BTP-Bund, dell’ennesima crisi di governo culminata la scorsa settimana nelle dimissioni di Mario Draghi , e a seguito del doppio annuncio della Bce, che ha appena alzato i tassi di interesse dell’area euro di 50 punti base (ponendo così fine all’era dei tassi negativi), lanciando anche lo scudo anti-spread TPI.

In vista delle elezioni anticipate del 25 settembre, l‘Italia è sempre più osservata speciale e, già prima del Bce-Day e prima delle dimissioni di Mario Draghi, Barclays scriveva in una nota che il rischio frammentazione (spread e tassi BTP)per le banche italiane si stava già materializzando.

La divisione di ricerca del colosso bancario UK faceva notareproprio come, nel caso di UniCredit, lo spread sui cds si fosse amplicato in modo significativo, salendo a 379 punti base in data 18 luglio scorso, rispetto ai 245 punti base alla fine del primo trimestre del 2022 e ai 180 punti base in media del 2021. Questo, a fronte di uno spread BTP-Bund che si attestava in data 18 luglio a 217 punti base rispetto a una media nel 2021 di 109 punti base.

UniCredit: utile netto II trimestre oltre 2 miliardi, stracciate le stime

Ma procediamo con ordine.

  • La buona notizia è il balzo dell’utile netto di UniCredit, che si è attestato nel secondo trimestre del 2022 a 2,010 miliardi, in forte aumento su base trimestrale e in rialzo del 94,5 per cento su base annua. L’utile netto post AT1 e Cashes di UniCredit era stato stimato da Equita SIM a 830 milioni, e a 908 milioni dal consensus, rispetto agli 1,034 miliardi del secondo trimestre del 2021, e rispetto ai 247 milioni di utile netto del primo trimestre del 2022. Le stime di Barclays sull’utile netto di UniCredit erano di 1,133 miliardi, mentre Banca Akros prevedeva per il secondo trimestre un utile netto di 980 milioni.
  • Escludendo l’impatto della Russia, l’utile netto del Gruppo è stato pari a €1,5 miliardi, con una robusta generazione organica di capitale di 67 punti base nel trimestre.
  • I ricavi netti sono saliti nel secondo trimestre a €4,8 miliardi, in rialzo del 28,1% su base trimestrale e del 18,7 % su base annua. I ricavi totali anche si sono attestati a €4,8 mld, in calo del 4,7 per cento trim/trim e in rialzo del 8,9 per cento a/a. Il fatturato totale di UniCredit era atteso da Equita SIM a 4,492 miliardi, rispetto ai 4,493 miliardi del consensus. Barclays aveva previsto un valore del fatturato totale pari a 4,488 miliardi, mentre gli analisti di Banca Akros avevano previsto un fatturato totale per UniCredit, nel secondo trimestre dell’anno, pari a 4,5 miliardi di euro.
  • Esclusa la Russia, i ricavi netti si sono attestati a €4,4 miliardi, in rialzo del 12,5 per cento anno suanno, riflettendo l’elevata redditività aggiustata per il rischio in tutte le aree geografiche, sostenuti dalla crescita del margine netto di interesse (‘NII’) attestatosi a €2,3 miliardi, e dalla diminuzione delle rettifiche su crediti (‘LLP’) che riflette la solida qualità dell’attivo.
  • Esclusa la Russia, i costi operativi sono ridotti del 4,4 per cento anno su anno, a conferma della disciplina del gruppo nel gestire la base costi garantendo al contempo la generazione di ricavi.
  • UniCredit ha riportato nel secondo trimestre dell’anno un margine di interesse di €2,5 mld, in crescita dell’8% trim/trim e in rialzo +13,3% a/a. Il margine di interesse di UniCredit era atteso da Equita SIM a 2,338 miliardi, in crescita del 2% su base trimestrale e del 6% su base annua, a un valore superiore ai 2,311 miliardi attesi dal consensus degli analisti. Il margine netto di interesse di UniCredit era atteso dagli analisti di Barclays a un valore simile, pari a 2,344 miliardi, nel secondo trimestre dell’anno.
  • Il rapporto costi/ricavi di UniCredit si è attestato al 49,3%, in rialzo di 2,6 punti percentuali su base trimestrale ma in calo di 6,5 punti percentuali su base annua.
  • Il costo del rischio (CoR) di UniCredit è stato pari a zero, in calo di 114 pb trim/trim e in calo di 33 pb a/a, ed è stato pari a 10 punti base, esclusa la Russia. 
  • Il CET1 ratio di UniCredit si è attestato al 15,73 per cento, in rialzo di 173 pb trim/trim e in rialzo di 22 pb a/a.La banca di Andrea Orcel ha precisato come la posizione patrimoniale di UniCredit sia tra i leader del settore.
  • UniCredit ha comunicato inoltre una redditività al di sopra del costo del capitale con elevati rendimenti aggiustati per il rischio in tutte le aree geografiche e RoTE di Gruppo al 13,0 per cento nel 2trim22, esclusa la Russia. 
  • Le esposizioni deteriorate lorde di Gruppo sono ammontate a €13,9 mld, in calo del 21,8 per cento trim/trim e in calo del 35,3 per cento a/a.
  • Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi di Gruppo è stato pari nel secondo trimestre dell’anno al 2,9 per cento, in calo di 0,8 p.p. trim/trim e in calo di 1,8 p.p. a/a.
  • Le esposizioni deteriorate nette di Gruppo si sono attestate a €7,0 mld, in calo del 17,7 per cento trim/trim e in calo del 23,7 per cento a/a.
  • Il rapporto tra crediti deteriorati netti e totale crediti netti di Gruppo: 1,5 per cento, in calo di 0,3 p.p.trim/trim e in calo di 0,6 p.p. a/a, con un rapporto di copertura (sulle esposizioni deteriorate) pari al 50,0 per cento, in calo di 2,4 p.p. trim/trim e in calo 7,7 p.p. a/a.
  • Le sofferenze lorde di Gruppo sono state pari a €3,4 mld, in calo del 30,0 per cento trim/trim e del 52,9, per cento a/a.
  • Le inadempienze probabili lorde di Gruppo (‘UTP’) sono ammontate a €9,8 mld, in calo del 20,3 per cento trim/trim e in calo del 27,2 per cento a/a.

UniCredit comunica ulteriore riduzione esposizione verso Russia

UniCredit ha comunicato con la pubblicazione della trimestrale riferita al secondo trimestre del 2022 una ulteriore riduzione delle esposizioni legate alla Russia, aggiungendo di essere impegnata in un progressivo de-risking. Per la precisione, l’ esposizione verso la Russia è stata complessivamente ridotta di circa €2,7 miliardi, attraverso azioni proattive e disciplinate, mentre i Risk Weighted Asset (‘RWA’) della Russia sono stati ridotti di circa €2,7 miliardi.

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UniCredit, il commento di Orcel. Migliora guidance 2022

A seguito dei robusti risultati finanziari e del contesto di tassi di interesse più favorevole, UniCredit ha migliorato la propria guidance finanziaria per il 2022 con ricavi previsti al di sopra di €16,7 miliardi e utile netto di circa €4,0 miliardi, esclusa la Russia. Le ambizioni finanziarie del Piano ‘UniCredit Unlocked’ 2024 di generazione organica di capitale media di 150 punti base annui, ricavi netti incrementali di circa €1,1 miliardi e RoTE del 10,0 per cento circa sono state confermate.

Così Andrea Orcel, Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A., ha commentato i conti della banca relativi al secondo trimestre:

“UniCredit ha continuato a ottenere ottimi risultati nel secondo trimestre, conseguendo la migliore performance per il primo semestre degli ultimi 10 anni, spinta da redditività in crescita, solida generazione organica di capitale e riduzione della base costi nonostante l’impatto dell’inflazione. Il nostro CET1 ratio si è ulteriormente rafforzatoal 15,73 per cento, a riprova dell’ottima qualità dell’attivo, con un costo del rischio di soli 10 punti base, esclusa la Russia. Sulla scia della nostra eccellente performance e di un contesto di tassi d’interesse più favorevole, abbiamo migliorato la guidance per il 2022, un passo importante nell’attuazione del piano triennale. L’economia globale si trova di fronte a sfide senza precedenti e di grande incertezza. È in tempi come questi che il focus costante sull’attuazione della nostra strategia ‘UniCredit Unlocked’ si dimostra particolarmente cruciale. UniCredit poggia su fondamenta solide, che ci collocano in buona posizione per attraversare qualunque congiuntura macroeconomica ci attenda. Fare in modo di restare solidi e resilienti ci consentirà di adempiere alle nostre responsabilità nei confronti dei clienti, delle comunità e tutti gli stakeholder, sostenendoli nell’affrontare i tempi impegnativi che si prospettano”.

Esposizioni sovrane UniCredit: i numeri verso BTP e titoli Italia

In merito alle esposizioni Sovrane detenute dal Gruppo al 30 giugno 2022, il valore di bilancio delle esposizioni della specie rappresentate da ‘titoli di debito’ ammonta a €113.046 mln (di cui €106.772 mln classificati nel portafoglio bancario), circa l’82 per cento del quale concentrato su otto Paesi tra i quali l’Italia (BTP e altri titoli di stato), con €41.213 mln, rappresenta una quota di oltre il 36 per cento sul totale complessivo. 

In alcune note a pié pagina, UniCredit spiega che l’informativa relativa alle esposizioni Sovrane fa riferimento all’area di consolidamento della Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata di UniCredit al 30 giugno 2022, che è determinata in base agli standard IAS/IFRS. Per esposizioni Sovrane si intendono i titoli obbligazionari emessi dai governi centrali e locali e dagli enti governativi nonché i prestiti erogati agli stessi. Ai fini della presente esposizione di rischio sono escluse invece le posizioni detenute dalle società del Gruppo classificate tra le ‘attività in via di dismissione’ al 30 giugno 2022; le eventuali posizioni detenute tramite ABS. Ancora, il cosiddetto portafoglio bancario include le Attività finanziarie designate al fair value, quelle obbligatoriamente valutate al fair value, quelle valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e quelle valutate al costo ammortizzato. Gli otto paesi su cui si concentrano le esposizioni sovrane di UniCredit sono Italia; Spagna, Giappone, Germania, Stati Uniti d’America, Austria, Francia, Romania.