UniCredit: scotto Russia inciso in trimestrale, Orcel fa annuncio su esposizione e il titolo applaude in Borsa

5 Maggio 2022, di Redazione Wall Street Italia

UniCredit supera la prova della trimestrale, in tempi di guerra e nonostante la sua esposizione verso la Russia. In borsa il titolo scatta di oltre il 6%: merito dei risultati di bilancio “eccellenti”, come li ha definiti l’AD di Piazza Gae Aulenti Andrea Orcel e merito delle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Orcel durante la presentazione dei conti.

Certo, l’impatto dell’esposizione di UniCredit verso la Russia c’è, ed è tutto messo nero su bianco , come si legge nel comunicato diffuso da Piazza Gae Aulenti:

UniCredit: utile netto esclusa Russia e inclusa Russia

un conto è infatti l’utile netto realiato dall’istituto di credito escludendo la Russia, un altro è l’utile netto includendo il fattore Russia.

Di seguito i numeri:

  • Escludendo la Russia, UniCredit ha chiuso il primo trimestre 2022 con un utile netto a €1,2 miliardi, in rialzo di 91,1 per cento trim/trim e del 48 per cento a/a.
  • Includendo invece la Russia, la banca ha comunicato di aver riportato nel primo trimestre un utile netto di 247 milioni, in flessione del 72,7% su base annua, dopo aver contabilizzato, in via prudenziale, rettifiche su crediti per 1,3 miliardi quasi interamente verso la Russia.

Le rettifiche sui crediti sono state effettuate per tener conto del danno inevitabile che UniCredit subirà per aver puntato negli ultimi anni sul paese di Vladimir Putin (mentre, c’è da dire, molte altre banche si erano già date alla fuga o avevano già tagliato la loro esposiione)

Proprio questa prudenza permette a Orcel di avere fiducia nel futuro:

le svalutazioni e gli accantonamenti effettuati sulla Russia consentono infatti a UniCredit,  spiega l’AD, di considerare “tutte le opzioni (su cosa fare riguardo al paese) senza ulteriori impatti sul nostro capitale”.

UniCredit e Russia, Orcel annuncia taglio esposizione

Le parole del ceo inducono i mercati a scommettere sull’addio a Mosca.

“Come banca occidentale abbiamo molto chiara la posizione che abbiamo preso e cosa i nostri stakeholder vogliono fare sulla Russia”, continua Orcel, annunciando che qualcosa è stato già fatto, visto che UniCredit ha ridotto l’esposizione “verso la Russia di circa 2 miliardi, a costi minimi”.

Detto questo, il Ronaldo dei banchieri non fa tanti giri di parole nè promette missioni impossibili. Un’uscita dalla Russia, ricorda, “è complicata, è complicato per tutti”.

UniCredit e Russia, frecciatina di Orcel alle banche

Non manca a tal proposito la frecciatina a tutte quelle banche che hanno fatto annunci di uscita dalla Russia in pompa magna:

“Se guardate a quanti hanno dichiarato di voler uscire dalla Russia e a quanti l’hanno fatto davvero, la lista é molto corta”: questo, proprio perchè il processo di uscita è “molto complicato”.

Quella parte dell’esposizione tagliata per due miliardi, spiega il ceo, è avvenuta in parte tramite lo scambio di asset con controparti russe non soggette a sanzioni, cosa che non deve essere data per scontata, visto che ci saranno sempre più controparti russe sanzionate: e questo è un fattore che di per sé ridurrà la possibilità che si proceda ad altri scambi di asset.

Nel frattempo, l’ad indica anche che, per ora, “non ci sono segnali di una volontà di nazionalizzare gli asset russi da parte di Mosca”.

Dividendi UniCredit: confermato impegno 16 MLD in 2021-2024

Rassicurazioni arrivano anche riguardo alle remunerazioni promesse agli azionisti.

UniCredit conferma infatti il riacquisto di azioni proprie del 2021 per €1,6 miliardi, rendendo noto di ritenere di “riuscire a distribuire anche la restante parte di €1 miliardo, subordinata alla performance della Russia”.

Viene precisato che “la tranche iniziale del riacquisto di azioni proprie UniCredit, relativa all’esercizio 2021 per €1,6 mld, sarà avviata il prima possibile e che il management è fiducioso di riuscire ad effettuare la restante parte per €1 miliardo, subordinata alla performance della Russia, mantenendo così intatto l’impegno alla distribuzione per €3,75 mld complessivi relativi all’esercizio 2021“. Tutto questo con uno “scenario macroeconomico base case di UniCredit che stima una crescita del PIL nelle aree geografiche in cui il Gruppo è presente di circa il 2,6 per cento nel 2022 e del 3,1 per cento nel 2023 e un’inflazione rispettivamente al 5,9 per cento e del 2,4 per cento”, si legge nella nota con cui la banca ha tolto il velo sui conti dei primi tre mesi del 2022.

Nel complesso, UniCredit conferma “l’impegno per la distribuzione di almeno 16-miliardi nel triennio 2021-2024 , considerato il nostro scenario macroeconomico base case, e all’esecuzione del Piano Strategico”.

Reiterata anche “per il 2022 la propria guidance finanziaria, rettificata per l’impatto della Russia”.

D’altronde la banca rimarca di essere ben posizionata “per assorbire eventuali ricadute macroeconomiche grazie alla robusta situazione patrimoniale, alla copertura prudenziale e alla diversificazione e resilienza della rete”. In particolare, la “posizione patrimoniale è tra i leader del settore, con CET1 ratio al 14,0 per cento nel primo trimestre del 2022, includendo il riacquisto di azioni proprie per €1,6 miliardi relativo al 2021, la maturazione di dividendi per €0,4 miliardi nel 1trim22 e l’impatto delle rettifiche su crediti”.

UniCredit, Equita: risultati nettamente superiori a stime

 Così Equita commenta e riassume con la nota di Andrea Lisi quanto emerso dai conti di UniCredit.

La SIM parla di un primo trimestre 2022 “nettamente superiore alle attese a livello operativo”, riferendosi ai “significativi accantonamenti in Russia”, al “buyback da 1,6 miliardi atteso in avvio quanto prima”.

I risultati 1Q22 sono insomma nettamente superiori alle attese a livello operativo, “mentre la bottom line è inferiore alle attese per maggiori accantonamenti legati alla Russia”.

In dettaglio:

  • NII: 2,301 miliardi (-4% su base trimestrale, +6% su base annua) rispetto ai 2,252 miliardi attesi e ai 2,260 miliardi del consensus).
  • Total Income: 5,017mn (+13% QoQ, +7% YoY) rispetto ai 4,388 miliardi attesi (consensus. 4,400 miliardi)
  • Utile operativo: 2,676 miliardi (+18% YoY) rispetto agli 1,963 miliardi attesi (consensus 2,044 miliardi)
  • LLPs: -1,284 miliardi (115bps) vs -737 miliardi (67bps) exp. (cons. -700mn)
  • Utile netto: 247 milioni vs 311 milioni attesi.

L’andamento dei ricavi – prosegue Euita – è “molto superiore alle nostre attese, grazie a maggiore margine di interesse (beat 2%), alle commissioni (beat 11%) e soprattutto al trading (785 milioni, rispetto ai 387mn stimti).

“Ottimo andamento – si legge ancora – anche sul fronte costi (-3% delle attese e in calo sia QoQ che YoY), con C/I (cost-income) ad un eccellente 47%”.

UniCredit e Russia: Equita illustra la principale sorpresa

“La principale sorpresa è costituita da accantonamenti molto superiori alle attese, pressochè interamente legati a esposizioni in Russia (LLPs ex Russia pari a -52 milioni o 5 punti base). In particolare, UniCredit ha applicato coperture di circa il 30% sulle esposizioni nette cross-border. Al netto della Russia, UCG avrebbe chiuso il primo trimestre con un utile netto di 1,2 miliardi. Per quanto riguarda il buyback previsto da 2,6 miliardi, UCG ha indicato che:

  • Prima tranche da 1,6 miliardi (9% mkt cap) – approvata dagli organi di vigilanza – sarà avviata quanto prima
  • Seconda tranche da 1 miliardo, soggetta alla performance della Russia e all’approvazione del regulator

Dal punto di vista del capitale, CET1 al 14% includendo -92bps di impatto sul capitale legato alla Russia e buyback da 1,6 miliardi (13,7% se assumiamo che venga eseguito anche il bb da 1bn, ovvero -52bps QoQ).

“Escludendo la Russia, il gruppo ha confermato sostanzialmente le guidance per il 2022 evidenziata con il BP, con ricavi a 16 miliardi, C/I 55%, CoR 30-35bps e Net Profit > 3,3 miliardi, nonostante la revisione dello scenario macro. Confermato l’obiettivo di distribuire almeno 16 miliardi entro il 2024. Per la distribuzione di capitale relativa al 2022, qualora venga confermato lo scenario macro e vengano raggiunti i target, UCG conferma l’intenzione di distribuire 3,75 miliardi”.