Tim cauta in borsa dopo il riavvio dell’Agcom della proposta di co-investimento

8 Giugno 2022, di Redazione Wall Street Italia

Seduta cauta per Tim che al momento si muove in rialzo dello 0,4% trovandosi cosi a quota 0,28 euro. Nella giornata di ieri abbiamo assistito a forti vendite sul titolo dopo la notizia che l’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) riesaminerà la procedura del co-investimento per la creazione di una rete in fibra. Infatti, ieri l’Autorità garante, nonostante il 7 aprile aveva autorizzato la possibilità di fare investimenti condivisi tra più operatori, ha riaperto il dossier per fare nuovi approfondimenti.
La decisione dell’Agcom di congelare i progetti di co-investimento segue la richiesta di Tim di adeguare le tariffe dei co-investimenti in seguito all’aumento dei costi di energia e materie prime. Secondo l’Agcom “la modifica appare destinata ad incidere significantemente sull’intero schema tariffario dell’offerta di co-investimento, in quanto introduce un sistema di prezzi variabili nel tempo rispetto allo schema di prezzi costanti previsto dall’offerta presentata in data 22 dicembre 2021”. Tale circostanza, scrive l’ufficio dell’Autorità, “rende necessarie nuove valutazioni e impedisce l’ulteriore prosecuzione dell’attuale fase di consultazione europea”. Ora il procedimento dovrà necessariamente ripartire da zero, con una nuova proposta che manda in fumo tutto il lavoro svolto fin ora e si allungheranno ulteriormente i tempi di approvazione.

Come riporta l’Autorità, “i necessari approfondimenti implicheranno nuove interlocuzioni con Tim e con tutti gli operatori interessati, per valutare la conformità del nuovo sistema di prezzi”. Solo una volta ricevuta l’offerta da Tim, l’Autorità riavvierà l’iter del co-investimento.
La notizia di ieri consente alle parti coinvolte nel progetto rene unica di prendere tempo, anche perché da aprile ad oggi lo scenario è mutato. Basti pensare che solo il 30 maggio scorso Tim, Open Fiber, CDP e i due fondi Kkr e Macquarie hanno firmato il memorandum non vincolante sulla rete unica, da formalizzare entro la fine di ottobre.

Secondo gli analisti di Equita, che rimangono “hold” su Tim con un prezzo obiettivo a 0,39 euro, in questo modo l’ex monopolio si tutela però dal rischio di scenari inflattivi che non erano stati incorporati nell’iniziale proposta e che rischiavano di compromettere la redditività della proposta. In tal senso Tim preferirebbe un processo autorizzativo più lungo ma con maggiori garanzie di ritorno economico.