Tim: Apax interessata a ServCo. Oggi il cda, focus su Kkr, Cvc, rete unica

7 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

Tim torna a infiammarsi a Piazza Affari e al momento si trova in rialzo del 2% a 0,3111 euro in attesa del consiglio di amministrazione di oggi. Intanto arrivano nuove indiscrezioni. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore ci sarebbe, oltre a Cvc, un altro fondo di private equity interessato al dossier della ServCo, la società dei servizi della tlc italiana. Si tratterebbe del fondo inglese Apax, che starebbe esaminando gli asset della ServCo suddivise secondo i piani dell’a.d. Pietro Labriola in Consumer e Enterprice.

Oltre a Apax ci sarebbero anche altri fondi di private equity internazionali che sarebbero interessati all’operazione ma Apax sarebbe quello più accreditato essendo un fondo altamente specializzato nelle società di telecomunicazione.
Apax nel 2008 si era affacciato al dossier di Wind e nel 2005 rilevò, con Tpg, Tim Hellas per un valore di 1,1 miliardi di euro. Il dossier di Tim è osservato da vicino anche da Iliad in quanto qualche mese fa proprio Apax aveva affiancato Iliad nell’offerta per il 100% di Vodafone Italia e che lo stesso schema si possa replicare su Tim è ancora da vedere ma analisti e operatori non lo danno per escluso.

Nella riunione di oggi il cda discuterà sui tre dossier aperti. Il primo riguarda Kkr che nei giorni scorsi ha risposto alla richiesta di chiarimenti da parte del consiglio di amministrazione di Tim, ribadendo la necessità di una due diligence e che il mutato scenario non renderebbe vantaggioso il prezzo previsto dal fondo americano a novembre da 0,505 euro ad azione; anche alla luce dei conti in perdita di 8,7 miliardi nel 2021 per la maggiore tlc italiana.
Il Cda valuterà anche l’offerta non vincolante presentata dal fondo britannico Cvc per il 49% della parte business della nuova ServCo. A riguardo nei giorni scorsi si è parlato di una valutazione (enterprise value) di 6 miliardi per l’asset. Ricordiamo infatti che il riassetto di Tim disegnato da Pietro Labriola prevede infatti la suddivisione fra la società di servizi (ServCo) e rete (NetCo). In ultima c’è il dossier della rete unica nazionale con Tim e Cdp (azionista al 10% di Tim e al 60% di Open Fiber) che hanno siglato nei giorni scorsi un accordo di riservatezza in vista di un memorandum of understanding da firmare entro il 30 aprile. Governo e Cdp spingono molto in questa direzione e secondo indiscrezioni un accordo commerciale fra Tim e Open Fiber potrebbe essere firmato già oggi.