Tenaris debole con ritracciamento petrolio: tra analisi fondamentale e tecnica, i punti chiave

15 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

Oggi Tenaris scivola del 3,81% a Piazza Affari trovandosi al momento a quota 12 euro, sulla scia dei forti ribassi di tutto il comparto energetico. Pesa il dietrofront del petrolio con il Brent tornato oggi ben sotto i 100 dollari al barile (attualmente viaggia a 98$). Rispetto ai massimi a circa 14 ani toccati l’8 marzo, il greggio segna una flessione di oltre 24 punti percentuali. Proprio i balzi del petrolio avevano spinto Tenaris ad essere uno dei migliori performer di Piazza Affari e di tutto l’Euro Stoxx 600 in questi primi mesi del 2022.

Sul titolo Tenaris pesa anche il downdrade da parte di Equita che oggi ha modificato la raccomandazione passando da Buy a Hold. La Sim milanese nonostante mantenga come prezzo obiettivo i 14,5 euro per azione ha deciso di togliere dal portafoglio Tenaris e la scelta avviene “a seguito della buona performance del titolo”. Infatti, come proseguono gli analisti di Equita “il titolo ha guadagnato il 42% da dicembre e tratta con un Ev/Ebitda 2022 pari a 7,1 volte e un P/E di 13,2 volte, valutazioni non particolarmente care, ma considerando l’incertezza sulla risoluzione della crisi Ucraina-Russia e un potenziale aumento della competizione da parte dei produttori di tubi, anche a seguito del forte calo del prezzo della materia prima con cui sono fatti”.

Da inizio anno il titolo Tenaris ha ottenuto una performance del 30% e da quando è scoppiato il conflitto in Ucraina (24 febbraio) il titolo si trova in rialzo del 12,76% ma è arrivato a guadagnare anche il 26,8%, toccando i massimi dal 2019 in area 13,5 euro. Il mercato con tutta probabilità ha scommesso sull’avvio di nuovi progetti per la realizzazione di oleodotti e gasdotti in modo da ridurre la dipendenza dell’Europa dal gas proveniente da Mosca.

Il boom dei prezzi dell’energia e l’inaffidabilità della Russia come fornitore stanno costringendo le autorità europee e non solo a rivedere drasticamente lo scenario dell’approvvigionamento di gas e petrolio. Tenaris è attiva nella produzione di tubi per l’industria del gas e del petrolio e potrebbe essere quindi coinvolto con nuove commesse nella realizzazione di gasdotti e oleodotti sostitutivi. Ricordiamo infatti che al momento l’Europa dipende molto da Mosca (per circa il 45% di gas e per il 25% di petrolio), quindi il lavoro da fare per ridurre la dipendenza dalla Russia è tutt’altro che poco. Tra le possibili opzioni su cui si sta discutendo negli ultimi giorni ci sarebbe quella di potenziare le pipelines esistenti (come il TAP) o costruirne di nuove provenienti dal Nordafrica, ma in entrambi i casi la domanda di tubi subirebbe un forte impulso al rialzo con conseguente vantaggi per società come Tenaris.

Dal punto di vista fondamentale Tenaris ha chiuso il 2021 tornando in utile con 1 miliardo, dopo la perdita registrata nel 2020 di 642 milioni. Il fatturato della società è aumentato del 27% a 6,5 miliardi, mentre l’Ebitda è più che raddoppiato a 1,35 mld di euro.
Guardando invece al consensus su Bloomberg vediamo come la maggior parte degli analisti (11) che seguono il titolo hanno una visione rialzista (buy), in 2 consigliano di mantenere il titolo in portafoglio (Hold), mentre in 4 danno un giudizio Sell. Il target price medio a 12 mesi è 13,27 euro, il che implica un rendimento potenziale del 9% dai prezzi attuali.

Analisi Tecnica:
La situazione tecnica di Tenaris, pur mostrando qualche segnale di indebolimento di breve rimane sostanzialmente positiva. Dopo essersi spinto rapidamente a 13,7 euro, il titolo sta ora correggendo a causa di prese di profitto e i supporti statici che potrebbero sorreggere le quotazioni sono poste prima a 12 euro e poi in area 11,5 euro. Mentre solo un ritorno dei prezzi sotto 11 euro darebbe i primi segnali di inversione del trend rialzista di medio. Al contrario, in caso di forza e di un rimbalzo dai livelli attuali, magari dopo una breve fase di accumulazione, potrebbe spingere i prezzi verso le prossime aree di resistenza, prima a 12,63 (chiudendo il gap down aperto oggi) e una violazione con volumi di tale livello può proiettare i corsi verso i massimi di periodo a 13,5 euro.
Il trend primario è al rialzo e la posizione dei prezzi sopra la media mobile a 200 periodi ne è la conferma, tuttavia abbiamo segnali di indebolimento dagli indicatori di direzione con un Parabolic Sar che ha invertito la propria direzione e si trova ora in posizione short.