Spettro stagflazione per l’Europa, altra giornata di forti vendite su Piazza Affari

7 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

La guerra in Ucraina mette in ginocchio l’Europa. Anche oggi le Borse del Vecchio continente viaggiano il forte calo sottoperformando rispetto agli altri indici extrauropei. Sempre più esperti pronosticano per l’Europa una probabile stagflazione, ovvero un periodo di bassa crescita e alta inflazione.

Dall’inizio del conflitto in Ucraina il 24 febbraio, le Borse europee sono arrivate a cedere oltre il 15%con FTSE MIB e Dax arrivati a segnare ribassi superiori al 20% YTD. 

Tra le commodity continua la corsa a perdifiato del petrolio. Il Brent è schizzato fino a 138$ (adesso si è assestato a 127$) sulla prospettiva di un embargo sul petrolio e sul gas della Russia da parte degli Stati Uniti. Antony Blinken, segretario di Stato americano, ha confermato in un’intervista rilasciata alla trasmissione “State of The Union” della Cnn che gli Stati Uniti e i suoi alleati stanno considerando l’eventualità di un embargo sul petrolio e sul gas russi.

Banche e TIM crollano ancora 

Volgendo lo sguardo a Piazza Affari, il Ftse Mib, reduce dall’oltre -6% di venerdì, è arrivato a cedere nella prima mezz’ora di contrattazioni un altro 6 per cento toccando un minimo a 21.060 punti, sui minimi da novembre 2020. Tra i singoli titoli di Piazza Affari si segnala un nuovo crollo di TIM (-10% a 0,223 euro) che aggiorna i minimi storici. Tra le banche Unicredit segna oltre -13,8% a 7,75 euro, mentre Intesa Sanpaolo e Banco BPM viaggiano rispettivamente a -10% e -12% dopo un’iniziale stop per eccesso di ribasso sul prezzo di controllo.

Oltre -8% per Stellantis in area 12,7 euro. Oggi Equita SIM ha tagliato il target su Stellantis del 9% a 20 euro (rating buy confermato) in virtù del taglio delle stime in Europa (2022E sales -7% e adj.EBIT -40% YoY) e nell’ipotesi che il contesto geopolitico non peggiori.

Unici due titoli a schivare le vendite sono Tenaris (+8,7%) e Leonardo (+2,4%). 

La paura dominante sui mercati e l’incertezza sugli sviluppi della crisi Ucraina rende difficile impostare delle strategie. “Il futuro dei mercati è imprevedibile come l’evoluzione del conflitto in Ucraina – spiega Pietro Di Lorenzo, trader e fondatore di SOSTrader – . In queste condizioni la strategia migliore è il brevissimo termine cavalcando le esplosioni della volatilità nell’intraday; oppure un approccio di lungo termine ovvero iniziare a pianificare degli ingressi scalettati su titoli dai fondamentali solidi non impattati da un eventuale default della Russia che, una volta passata la tempesta sui mercati, potrebbero essere riscoperti dagli investitori”.