Shock da stagflazione sarà contenuto, Credit Suisse torna overweight sulle azioni

17 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

Credit Suisse decide di cambiare rotta e punta su una riscossa dei mercati nel breve, in particolare Wall Street e Cina. Tre mesi fa Credit Suisse aveva declassato l’azionario a neutral in virtù dei timori legati all’inizio di una fase restrittiva sul fronte tassi e da quelli legati al Covid con il diffondersi della variante Omicron.

Le tre evidenze che spingo Credit Suisse all’ottimismo di breve

Cosa ha spinto Credit Suisse a cambiare idea, proprio il giorno successivo in cui la Fed ha messo in atto il primo rialzo dei tassi (a cui dovrebbero far seguito molti altri)? Credit Suisse spiega come dall’inizio dell’anno i mercati finanziari globali hanno affrontato due fattori di rischio chiave che causano forti oscillazioni dei prezzi: il ciclo di inasprimento previsto dalla Federal Reserve in risposta all’elevata inflazione e l’invasione russa dell’Ucraina che ha aggiunto un nuovo livello di rischio, con l’aumento dei prezzi delle materie prime, provocando uno shock stagflazionistico.

Il passaggio sovrappeso azionario tattico deriva dalla valutazione del fatto che diversi sviluppi negli ultimi giorni suggeriscono che le azioni potrebbero avere il potenziale di rialzo nel breve termine. In primo luogo, ieri il Federal Open Market Committee (FOMC) ha esposto in modo trasparente la sua revisione economica e le prospettive politiche, che Credit Suisse ritiene realistiche e coerenti aspettative generali del mercato. La reazione positiva del mercato alle deliberazioni del FOMC suggeriscono che i mercati hanno avuto tempo sufficiente per assimilare le mutate prospettive economiche. In secondo luogo, anche se l’incertezza è ancora elevata per quanto riguarda gli sviluppi in Ucraina, si intravedono barlumi di speranza relativi ai negoziati per un cessate il fuoco. Un ulteriore segnali positivo è dato dal fatto che petrolio e prezzi agricoli hanno iniziato a diminuire. “A nostro avviso, questo ha aumentato le probabilità che lo shock da stagflazione dovuto alle sanzioni alla Russia potrebbe rimanere contenuto, consentendo all’economia globale, compresa l’Europa, di rimanere su un solido percorso di crescita”, spiega Credit Suisse.

Wall Street e Cina i lidi da preferire

Relativamente alle aree da preferire, Credit Suisse indica Wall Street in virtù della sua resilienza di fronte ai rischi che circondano l’invasione russa dell’Ucraina; è poi stata aumentata l’esposizione alle azioni cinesi citando valutazioni basse e politiche economiche e normative favorevoli. “Riteniamo che le azioni cinesi offrano un interessante potenziale di rialzo, con valutazioni ancora depresse. Gli sforzi per contenere l’attuale epidemia di COVID-19 avranno probabilmente un impatto più limitato rispetto al 2020 e al 2021, consentendo all’economia di mostrare capacità di recupero grazie a politiche economiche e normative più favorevoli”, spiega la casa d’affari elvetica.

Rimane invece il sottopeso sui bond governativi. Dopo una certa stabilizzazione, i titoli di stato sono tornati sotto pressione a causa dell’inflazione elevata e della prospettiva di tassi più alti che hanno iniziato a prevalere sulle considerazioni di rifugio sicuro. “Ci aspettiamo che i rendimenti a lungo termine salgano ulteriormente, in linea con le prospettive di aumento dei tassi a breve, e pertanto manteniamo i titoli di Stato sottopesati”, spiega CS.

Proteggersi diversificando

Il cambio di view non implica che non ci siano rischi. Credit Suisse vede la volatilità destinata a rimanere elevata. “A nostro avviso – si legge nel report odierno di Credit Suisse – la migliore protezione proviene ancora dalla diversificazione. Nei nostri portafogli, utilizziamo investimenti alternativi per tenere sotto controllo i rischi quando i mercati azionari e obbligazionari sono volatili. È anche importante riportare regolarmente i pesi del portafoglio alla strategia originale”. “Con l’aumento della volatilità del mercato, i pesi delle singole classi di attività tendono ad andare alla deriva, introducendo una distorsione nella strategia di investimento che deve essere gestita attivamente. Ha anche senso che gli investitori costruiscano coperture contro lo shock stagflazionistico, dove possibile. A questo scopo, per esempio, abbiamo recentemente costruito un sovrappeso nei titoli energetici per proteggerci dall’inflazione causata dalle materie prime“.