Recovery Fund e vittoria agli europei: con guerra Ucraina e inflazione finiti i tempi d’oro per Italia

23 Maggio 2022, di Redazione Wall Street Italia

ltro 2021, anno di gloria per l’Italia, sia in termini di crescita del Pil e di incredibili successi mondiali in ambito di sport: con la vittoria degli azzurri della Nazionale di Mancini agli europei di calcio, a Wembley, tra l’altro contro i padroni di cas. L’Italia è stata incoronata campione di Europa, battendo l’Inghilterra ai rigori. E’ seguita la carrellata di medaglie d’oro incassate dagli italiani alle Olimpiadi di Tokyo, che ha battuto i record precedenti: ben 40 medaglie, contro le 36 di Los Angeles 1932 e Roma 1960. La lista delle vittorie incassate dall’Italia in ambito sportivo è stata decisamente lunga. Tra azueste anche quella che ha visto protagonista Matteo Berrettini, che ha conquistato l’ATP 500, diventndo poi il 9 luglio 2021, per la prima volta in 144 anni (134 edizioni) il tennist italiano ad arrivare alla finale del torneo di Wimbledon (poi persa contro Novak Djokovic). Un 2021 da sogno per lo sport del made in Italy, ma anche per l’economia italiana, che si è risollevata dal tonfo del Pil accusato nel 2022 a causa della pandemia Covid, con una crescitaza del 6,6% e un deficit e un Pil anche in discesa.

E sopratutto, che è riuscita ad assicurarsi la fetta più grande degli aiuti europei anti-pandemia del Recovery Plan- Next Generation EU. Come si legge nel pino PNRR sfornto dl governo di Mrio Drghi per illustrare come il paese intende gestire i fondi di Next generation Eu, “l’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU). Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021- 2026, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto”.

Insomma, il 2022 è partito sotto i migliori aupisci: tutti i pianeti sembravano allineati affinché l’Italia, sotto la guida di Mario Draghi, continuasse a utilizzare quei fondi per imboccare un sentiero finalmente virtuoso di crescita sostenibile e di riforme, sostenuta dalla ripresa dell’economia globale, ormai ripartita post Covid. E invece, le cose non sono andate esattamente così perchè, a fronte di una inflazione che stava già scoppiettando, il 24 febbraio, con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladimir Putin, è esploso il conflitto russo-ucraino. Il quotidiano britannico non ha potuto fare a meno di riprendersi in qulche modo la sua rivincita nel campo dello sport, ricordando la disfatta degli azzurri, che hanno spiazzato il mondo, non riuscendo ad aggiudicarsi la qualificazione ai Mondiali di calcio di quest’anno, con lo scioccante KO contro la Macedonia (anche se ora si parla della possibilità di un ripescaggio). Sport a parte, l’Financial Times descrive in un articolo odierno il modo in cui la situazione, in Italia, si sia di colpo ribaltata: colpa di con un’economia fortemente dipendente dalla Russia sia in ambito commerciale che di approviggionamento delle fonti di energia, gas russo in primis. L’FT cita le dichiarazioni di Lorenzo Codogno, ex direttore generle del Tesoro italiano che, affrontando la questione dell’esposizione delle economie verso la Russia, ha ricordato che “alcuni paesi sono più esposti degli altri”. E che, “considerando i paesi principali, l’Italia è esposta quanto la Germania, e probabilmente anche di più, ai costi energetici elevati”. Codogno parla anche di uno shock commerciale per i consumatori, che implica che l’intero paese sta diventando più poveri”. L’inflazione dalla guerra sta facendo sentire infatti tutti i suoi effetti sulle tasche dei consumatori. L’FT riporta la testimonianza di Salvatore Gondola, proprietario di un bar, che ammette che “oggi è davvero dura, molto dura” e che è addirittura come con il Covid. “E’ come durante il Covid. L’unica differenza è che, stavolta, siamo senza mascherina”.

Gondola, che gestisce il locale con suo fratello, suo cognato e suo nipote, ammette che sta facendo fatica a generare ricavi tali da riuscire a sostenere quattro famiglie. D’altronde, il costo delle bollette è balzato da una media di €1,200 a €1,600; il costo dei vassoi di carta, a causa del boom delle pressioni inflazionisiche, recentemente è raddoppiato, e le vendite da gennaio sono scivolate del 30% e che, di conseguenza non ha avuto altra scelta che aumentare i prezzi: quelli del caffé sono saliti da 80 centesimi a €1,20, mentre quelli di una torta alla frutta da 1kg sono passati da €13 a €15 euro. 

Nell’area euro l’inflaione viaggia a 7,4%, secondo gli ultimi dati, più che in Italia, dove il dato rimane comunque molto elevato .  Ma con l’inflazione divora crescita i riflettori sono tornati a puntare anche sul debito pubblico dell’Italia, a discapito dei tassi sui BTP e dello spread BTP-Bund e in un contesto in cui la Bce, come ha confermato oggi stesso la stessa numero uno Christine Lagarde, è pronta ormai a spogliarsi dei suoi abiti dovish

E se il PIl rallenterà in modo notevole,. la dinamica non sarà certo piacevole – ha commentato all’FT Lucrezia Reichlin, docente di economia presso la London Business School -Il mercato ora è diventato piuttosto pessimistico e una possibile recessione nel 2022 è qualcosa che molte persone prevedono”.