Prezzi in rialzo e domanda superiore all’offerta: materie prime entrano nel superciclo

23 Giugno 2022, di Redazione Wall Street Italia

Di recente i prezzi delle materie prime hanno registrato forti rialzi, facendo ipotizzare che potremmo trovarci nelle prime fasi di un cosiddetto superciclo, ovvero un periodo prolungato di crescita della domanda superiore all’offerta. I prezzi globali delle materie prime sono aumentati negli ultimi mesi, anche a causa di questioni geopolitiche.

Materie prime: il punto secondo Schroders

Così James Luke, gestore del fondo Schroder ISF Global Gold, secondo cui strutturalmente, siamo ancora nelle prime fasi di un ciclo pluriennale. Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un notevole nervosismo: i prezzi del petrolio sono scesi e quelli dei metalli hanno ceduto rispetto ai loro massimi.

In particolare, la Cina è in difficoltà per i lockdown e, allo stesso tempo, abbiamo visto i primi segnali di un potenziale picco degli indici manifatturieri nei mercati sviluppati. A tale contesto si aggiungono le preoccupazioni per le conseguenze che la riduzione della liquidità avrà su tutti i mercati in genera

L’esperto sottolinea che la deglobalizzazione e decarbonizzazione favoriscono un superciclo delle materie prime. In particolare la deglobalizzazione creerebbe catene di approvvigionamento molto più complesse per le materie prime, il che significa che per alcune aziende sarà più difficile avviare nuovi progetti in diverse parti del mondo. In effetti, la crisi russo-ucraina è stata un campanello d’allarme per i governi che hanno fatto eccessivo affidamento su regioni specifiche.

E se la Fed dovesse innescare una recessione, in che modo ciò influirebbe sull’ipotesi di un superciclo delle materie prime si chiede Luke. “In caso di recessione globale, si assisterebbe a un’ulteriore distruzione della domanda di prodotti petroliferi e la domanda aggregata di metalli sarebbe inferiore alle previsioni precedenti”. “Ma per portare il mercato in surplus, quest’anno si dovranno registrare cali molto consistenti della domanda di petrolio. In un contesto di recessione globale, probabilmente si assisterebbe a equilibri meno rigidi, a punti finali più alti per le scorte, ma questo inficia la tesi generale? Decisamente no” sostiene l’analista.