Prezzi benzina, è l’ora del dietrofront? Ecco quanto possono scendere con petrolio a questi livelli

15 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

Il Governo Draghi prepara la sua mossa per calmierare il caro-benzina. Ancora non sono definiti i contorni delle misure che verranno adottate, con la possibilità di un taglio delle accise. Il governo potrebbe avvalersi dell’extra gettito IVA sui carburanti di questi mesi e alcune fonti parlano di un taglio di 15 centesimi al litro, entità analoga a quella decisa dalla Francia (misura temporanea di 4 mesi).

Petrolio in picchiata, Brent sotto i 100$ 

Intanto negli ultimi due giorni si sta assistendo a un repentino dietrofront dei prezzi del petrolio. Le quotazioni del Brent, benchmark europeo del greggio, proprio oggi sono riportate sotto il muro dei 100 dollari al barile, arrivando a segnare un calo di oltre 40 dollari rispetto ai picchi a 139 dollari toccati settimana scorsa, per l’esattezza il 7 marzo. Ritirata dei prezzi dettata da una serie di fattori, in primis i nuovi lockdown cinesi e le speranze legate ai negoziati Russia-Ucraina.

In sostanza il prezzo del petrolio ha rimesso indietro le lancette di due settimane, riportandosi ai livelli a cui viaggiava a fine febbraio. Quanto ci metteranno i prezzi della benzina a fare lo stesso? Oggi sono arrivati dei primi segnali di rientro dei prezzi: Eni ha infatti tagliato di 5 centesimi i prezzi raccomandati di benzina e diesel dopo che ieri il prezzo del Brent è sceso del 5% circa. Domani dovrebbe materializzarsi un’altra revisione al ribasso considerando gli attuali cali del petrolio (arrivati fino a -8%).

Prezzi alla pompa pronti a tornare ai livelli di 15 giorni fa?

Ma quanto può scendere nel concreto il prezzo della benzina scenda con petrolio stabilmente di nuovo sotto i 100 $? Stando ai numeri, il calcolo è presto fatto, basta riportare indietro le lancette di 15 giorni – quando il petrolio era sotto 100$ – e vedere in quel periodo il prezzo medio di benzina e diesel ai distributori. Stando ai dati diffusi quotidianamente da Quotidiano Energia sulla base dei dati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi carburanti del Mise, lunedì 28 febbraio il prezzo medio nazionale per la benzina in modalità self era a 1,879 euro/litro, mentre quello del diesel self stazionava a 1,753 euro/litro. Oggi gli stessi dati parlano di benzina in modalità self a 2,219 euro al litro (ieri era 2,217), con invece diesel self a 2,225 euro al litro.

Pertanto lo spazio per una normalizzazione dei prezzi di benzina e diesel è decisamente ampio: si parla di oltre -15% potenziale del prezzo della benzina per tornare ai livelli di fine febbraio, mentre il prezzo del diesel dovrebbe scendere addirittura del 21%. 

Un ragionamento che deve fare i conti con il fatto che i prezzi alla pompa non seguono in maniera lineare quelli del petrolio. Come rimarca il Corriere, che ha interpellato Azzurra Pacces di Staffetta Quotidiana, le quotazioni su formano in due mercati: a Genova per quanto riguardo il Mediterraneo e a Rotterdam per l’Europa del Nord. Le quotazioni in dollaro tonnellata vengono poi tradotte prima con la conversione in euro per mille litri e poi le compagnie le rivendono ai cosiddetti distributori all’ingrosso che a loro volta le rivendono ai punti vendita, cioè le stazioni di rifornimento. Una catena lunga, quindi.