Preview Bce: domani meeting tra timori inflazione e conflitto, ecco le attese di S&P Global Ratings

13 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

E’ in calendario domani, giovedì 14 aprile, la riunione del consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) che si ritroverà sul tavolo diverse questioni da dirimere, in primis l’impennata dell’inflazione e l’incertezza economica in scia al conflitto in corso tra Russia e Ucraina. Sebbene il mercato non si attenda grandi decisioni politiche, la conferenza stampa di Christine Lagarde, presidente della Bce, sarà seguita da vicino per rintracciare spunti sulle potenziali mosse future.

“Il prossimo passo della politica monetaria della Bce non sarà un aumento dei tassi, ma piuttosto la conclusione del programma di acquisti netti di obbligazioni; ovviamente, c’è troppo poco tempo affinché questo si verifichi durante il meeting di giovedì. La Bce ha già specificato quale sarà la portata della riduzione del programma di acquisti di bond entro la fine del secondo trimestre, senza però fornire alcuna indicazione sulla possibile fine del programma entro il terzo trimestre, una prerogativa per l’aumento dei tassi”, afferma Sylvain Broyer, capo economista EMEA di S&P Global Ratings, secondo il quale sono tre i fattori che non si attenueranno questa settimana e che spingeranno la Bce a non prendere tale decisione.

“Nello specifico – spiega l’esperto – si tratta di un notevole inasprimento delle condizioni di finanziamento dopo l’ultimo meeting, di dati economici che non riflettono ancora l’impatto della guerra in Ucraina sull’economia, e, infine, dei crescenti dubbi espressi dai membri del Consiglio Direttivo sulla possibilità che l’inflazione torni sotto il target del 2% entro il 2024, come stimato attualmente dallo staff della banca”. Secondo Sylvain Broyer, le risposte che cerca il consiglio direttivo arriveranno durante il meeting di giugno, comprese le nuove previsioni sull’inflazione. Infine, lasciare che il programma di acquisti netti di obbligazioni continui per un altro mese potrebbe aiutare a frenare l’impennata dei rendimenti a lungo termine.