Portafoglio: “Strategie alternative alla ribalta”

30 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

di Daniel Settembre, It Forum News

Gli interventi in forte “competizione” fra le banche centrali sul fronte delle politiche espansive, non da ultimo con la svalutazione dello yuan cinese l’11 agosto, non stanno dando ancora gli effetti sperati sulla crescita. Secondo Alessandra Manuli, amministratore delegato di Hedge Invest, “la forte volatilità sui mercati finanziari caratterizzerà anche i prossimi mesi”. Quali soluzioni e strategie adottare quindi per proteggere i propri investimenti? In questo contesto le strategie alternative, che da sempre mettono al centro soprattutto il processo di selezione basato sull’analisi dei fondamentali, sono tornate alla ribalta per la loro capacità di trarre vantaggio dalle fasi di volatilità, anche per la presenza in portafoglio di posizioni short, fino ad oggi detrattori di performance, e per la maggiore flessibilità che consente ai gestori attivi di approfittare delle volatilità estreme

Dott.ssa Manuli, domina ancora l’incertezza sui mercati: per quanto ancora dovremo fare i conti con l’alta volatilità?

Noi crediamo che la volatilità – ad alti livelli fin da aprile di quest’anno, con picchi registrati nel mese di agosto – sia destinata a caratterizzare i mercati finanziari anche per i prossimi mesi. Ora è più importante per la stabilità dei mercati avere dati economici incoraggianti, rispetto a misure e stimoli monetari sempre meno efficaci e credibili come risposta alla mancanza di crescita globale. Aldilà, insomma, delle decisioni di Fed e Bce, sarà importante capire i dati economici in arrivo da Cina e Stati Uniti per capire che direzione prendere.

In questo scenario di mercato, l’investimento obbligazionario può rappresentare ancora il bene rifugio per l’eccellenza?

Noi crediamo di no. L’obbligazionario sembra abbia perso la sua funzione storica di porto sicuro. La volatilità, inoltre, proprio su questa asset class è destinata a rimanere elevata a causa dei tassi d’interessi prossimi allo zero. Ricordiamo, poi, che durante il mese di agosto, quando i mercati finanziari hanno registrato perdite a doppia cifra – al 23 agosto anche più del 10%, con una volatilità tornata ai livelli della crisi del 2011 – il tradizionale porto sicuro dell’obbligazionario è venuto meno. Le perdite registrate nell’azionario sono state infatti registrate anche nel comparto obbligazionario. Crediamo pertanto che la correlazione tra azioni e obbligazioni, che era stata sempre inversa, si sia definitivamente alzata.

Quindi all’investitore quale strategia d’investimento rimane?

Il 2015 si sta dimostrando l’anno della ribalta degli investimenti alternativi che hanno dimostrato e stanno dimostrando di saper raggiungere buone performance con volatilità contenuta in diverse situazioni di mercato. E i buoni risultati sono stati raggiunti non solo nei mesi difficili come agosto, ma anche nei primi mesi di quest’anno. Crediamo che queste strategie, e in generale il mondo degli hedge fund, possano essere la giusta alternativa alla parte obbligazionaria in un portafoglio d’investimento. È significativo notare, per esempio, che nel mese di agosto, come detto, contraddistinto dal segno meno per tutti i principali indici, le nostre strategie Ucits alternative single manager abbiano offerto agli investitori ritorni nettamente positivi, tra il +4,3% e il +0,8%, con un andamento da inizio anno tra +7,67% e +2,51%. I nostri fondi multi-manager, a loro volta, hanno saputo contenere significativamente le perdite di agosto, mantenendosi in territorio ampiamente positivo nell’anno in corso, con una volatilità sempre decisamente inferiore a quella degli indici.

Per quanto riguarda, infine, i vostri prodotti Hedge Invest, ci sono novità all’orizzonte per i prossimi mesi?

Abbiamo lanciato da poco una gamma di prodotti Ucits single manager che sta avendo una crescita importante. Oggi nella nostra parte Ucits single manager abbiamo più di 700 milioni in gestione divisi su 4 comparti: un fondo credito long/short, un fondo europeo long/short, un fondo macro e, l’ultimo nato, un fondo africano specializzato nei Paesi emergenti, con approccio sia lungo che corto. Avendo quindi una gamma così diversificata non abbiamo in progetto nuovi lanci prossimamente, ma vogliamo far conoscere agli investitori questi nuovi prodotti che si sono comportati molto bene in questo scenario di forte volatilità sui mercati.