Piazza Affari termina a -0,5% con tracollo Iveco
Chiusura in ribasso per le borse europee, frenate nel pomeriggio anche dall’andamento negativo di Wall Street. A Piazza Affari, il Ftse Mib termina in calo dello 0,5% a 34.471 punti con Iveco Group (-14,5%) a picco dopo i conti. Oltre al flusso di cassa deludente, il titolo ha risentito delle dichiarazioni del Ceo Persson, che ha escluso trattative formali per la cessione della divisione Defence.
In rosso anche Saipem (-4,9%) e Leonardo (-4%) mentre chiudono in controtendenza Bper (+1,5%), Italgas (+1,1%) e Mps (+1%). Poco mossa Unicredit (+0,2%) dopo la trimestrale sopra le attese.
A Wall Street arretrano i tecnologici all’indomani dei risultati di Alphabet e Tesla, con i trader alla ricerca di segnali più convincenti di crescita, soprattutto per quanto riguarda il filone dell’intelligenza artificiale.
Dall’agenda macro sono giunti gli indici Pmi, che segnalano una ripresa più lieve nella zona euro. Nei prossimi giorni, focus sul Pil Usa e il core Pce, nel radar della Fed per le decisioni sui tagli dei tassi.
L’ex presidente della Fed di New York, William Dudley, ha chiesto una riduzione dei costi di finanziamento già nella riunione della prossima settimana, ma per molti analisti questa sarebbe una mossa preoccupante.
Intanto, la banca centrale canadese ha ridotto i tassi per la seconda volta consecutiva, portandoli al range 4,5-4,75%.
Sull’obbligazionario lo spread Btp-Bund si amplia a 135 punti base, con il decennale italiano al 3,79% e il benchmark tedesco al 2,44%.
Tra le materie prime, il petrolio Brent risale a 82 dollari al barile dopo il calo delle scorte Usa maggiore delle stime, mentre l’oro torna a 2.428 l’oncia dopo i recenti cali.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro rimane stabile a 1,085 mentre il dollaro/yen scambia a 153,5 con la valuta giapponese in rafforzamento in vista della riunione della Banca del Giappone della prossima settimana.
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Le borse asiatiche chiudono in positivo grazie alle prospettive di un accordo tra USA e Iran, annunciato da Donald Trump, e al rimbalzo dei titoli tecnologici. L’indice Nikkei di Tokyo registra un aumento del 2,17%, mentre Shanghai e Shenzhen mostrano guadagni significativi. Gli investitori monitorano la Banca del Giappone per possibili rialzi dei tassi di interesse.
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