Piazza Affari debole a fine ottava nonostante +9,8% di Banco BPM, male Intesa

11 Febbraio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari in affanno nell’ultima seduta della settimana. Gli investitori guardano con timore a una Federal Reserve super-aggressiva nel rialzare i tassi dopo l’ennesimo balzo dell’inflazione Usa, arrivata al 7,5% a gennaio, livello più alto dal 1982. Ad alimentare le preoccupazioni sono state le dichiarazioni decisamente hawkish del presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, che vede possibile un rialzo dei tassi dello 0,5% a marzo, con costo del denaro in salita di 100 punti base nei prossimi tre incontri. Goldman Sachs adesso prevede ben sette rialzi dei tassi di 25 punti base quest’anno, rispetto ai cinque aumenti previsti in precedenza. In Europa, invece, la numero uno della Bce, Christine Lagarde, in un’intervista rilasciata a un quotidiano tedesco ha voluto precisare che “alzare i tassi non risolverebbe nessuno dei problemi attuali”, escludendo una politica simile a quella americana. Parole che però non hanno frenato l’ascesa dei rendimenti, con quello dei Btp arrivato fino a 1,93%.

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso la settimana di contrattazioni a 26.966 punti, con un calo giornaliero dello 0,82%. Tra le big si segnala il -0,59% di Enel, mentre ha corso Eni (+1,73%) insieme agli altri titoli oil (+1,04% Tenaris). Male oggi Stellantis (-1,12%) con il Copasir (comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica) suggerisce al Governo di rilevare tramite Cassa Depositi e Prestiti una partecipazione di Stellantis. Questa mossa permetterebbe di riequilibrare i pesi tra azionisti italiani e francesi ed evitare decisioni strategiche che possano essere penalizzanti per gli impianti e per il tessuto industriale italiano.

Riflettori puntati oggi sulle banche con Intesa Sanpaolo arretrata del 2,28%, mentre Unicredit chiude a -1,11%. In volata Banco BPM che a fine seduta ha segnato quasi +10% a 3,551 euro. Gli ultimi rumor vedono Unicredit pronta ad affondare il colpo per un deal con Banco BPM in tempi molto brevi. Si andrebbe così a creare un player in grado di contendere a Intesa Sanpaolo il primato di maggiore banca italiana. Il Messaggero spiega come la banca di piazza Gae Aulenti già nel weekend potrebbe avanzare una proposta o addirittura lanciare un’Opa. Un portavoce della banca guidata da Andrea Orcel ha smentito la convocazione di un cda straordinario, rimarcando che “in coerenza con il Piano Strategico 2022-2024, UniCredit continua a valutare tutte le opzioni strategiche disponibili e non mancherà di tenere informato il mercato di qualsiasi sviluppo concreto”.

L’ipotesi Unicredit-Banco BPM, scrive Equita SIM, avrebbe un forte razionale industriale in quanto rafforzerebbe in modo significativo il posizionamento competitivo di Unicredit in Italia in termini assoluti (quota di mercato dall`11% al 18%), specialmente al Nord (quota di mercato dal 10% al 20%), riducendo il gap rispetto a Intesa Sanpaolo.