Piazza Affari chiude in rialzo: male Nexi (-4,7%) dopo i conti, volano TIM e CNH

10 Febbraio 2022, di Redazione Wall Street Italia

E’ arrivato il giorno dell’inflazione statunitense, l’evento chiave della settimana sui mercati e ancora una volta l’impennata dei prezzi al consumo è andata oltre le attese. L’indice cpi è salito a +7,5% a/a a gennaio, sui nuovi top a 40 anni. Dinamica inflattiva che alimenta ulteriormente le pressioni sula Fed a mettere in atto un ciclo di rialzi dei tassi piuttosto sostenuto e il rendimento dei Treasury si è portato in area 2% alimentando le vendite soprattutto sui titoli growth.

A Piazza Affari il Ftse Mib, reduce dal balzo del 2,7% della vigilia, segna in chiusura +0,23% 27.190 punti dopo una breve incursione in negativo dopo l’avvio debole di Wall Street. Tra le big di Piazza Affari si segnala il -0,5% circa di Enel. Tiene banco il discorso caro bollette con il Governo che starebbe lavorando alle ulteriori misure a favore della riduzione del costo energetico. Stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore, si delinea un intervento da 5-7 mld con l’emergere dell’ipotesi di `scambio` per gli industriali che a fronte del beneficio di circa 25TWh di energia rinnovabile consegnata al GSE (Regolatore renewables) e da questo trasferita agli industriali a prezzi calmierati, questi si impegnerebbero a realizzare 12 GW fotovoltaico e 5GW di eolico attraverso contratti di lungo termine (PPA), contribuendo alla decarbonizzazione e al raggiungimento dei target green.

Tra i migliori di oggi spiccano Unicredit (+2,9%) e Intesa con oltre +2%. Chiusura a +4,3% per CNH. Bene anche Telecom Italia (+1,7% a 0,424 euro) che ha annunciato che l’offerta presentata per l’acquisto delle attività mobili del Gruppo Oi, insieme a Telefônica Brasil (VIVO) e Claro, è stata approvata dall’Autorità antitrust Cade (Conselho Administrativo de Defesa Economica). Intanto le ultime indiscrezioni riportate da Bloomberg vedono Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che possiede il 10% della tlc italiana con quota in carico a 82 centesimi di euro per azione, riluttante ad accettare l’offerta di 50,5 centesimi del fondo di private equity KKR.

Infine, giornata di forte volatilità per Nexi (-4,77%), peggior titolo del Ftse Mib dopo che era arrivato a salire nell’intraday di oltre il 3% sui rumor di possibile cessione del suo asset tedesco Ratepay (possibile valutazione di oltre 1 miliardo di euro) per poi invertire bruscamente la rotta dopo la diffusione dei conti 2021. La paytech italiana ha riportato nel quarto trimestre del 2021, i ricavi si sono attestati a 618,1 milioni, in crescita dell’11,1% rispetto all’analogo periodo del 2020 e l’Ebitda è aumentato dell’11,6% a 319,7 milioni, mentre l’Ebitda Margin ha raggiunto il 52%.