Petrolio si infiamma con messaggio Opec a Ue: ‘impossibile rimpiazzare offerta da Russia’. WTI e Brent schizzano del 6%

12 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver bucato la soglia di $100 al barile, i prezzi del petrolio tornano oggi a infiammarsi. Sia il Brent che il WTI scambiato a New York scattano di quasi il 6%, dopo l’alert dell’Opec, posizionandosi rispettivamente oltre quota $99 e $104 al barile.

In un incontro delle ultime ore tra i funzionari Ue e l’Opec, il segretario generale dell’Opec Mohammad Barkindo, stando a quanto riportato dall’agenzia Reuters, ha avvertito:

“Potenzialmente, potremmo assistere alla perdita di più di 7 milioni di barili al giorno di petrolio russo e di altri liquidi esportati, a causa delle sanzioni attuali e future o come conseguenza di altre decisioni. Considerando l’outlook attuale della domanda, sarebbe quasi impossibile rimpiazzare una perdita di volumi di una tale rilevanza”.

L’Unione europea non ha preso ancora alcuna decisione su un eventuale embargo sul petrolio russo, ma alcuni ministri degli esteri dei paesi membri hanno affermato che l’opzione è sul tavolo, invitando il cartello ad aumentare l’offerta.

“Il mercato petrolifero è ancora vulnerabile al rischio di un grande shock che potrebbe derivare da (nuove) sanzioni contro l’energia della Russia. I rischi rimangono”, ha commentato alla Cnbc Edward Moya, senior market analyst di OANDA.