Petrolio, Arabia Saudita pronta ad aumentare offerta con calo output Russia. E intanto Orban blocca embargo Ue

2 Giugno 2022, di Redazione Wall Street Italia

azq1 L’Arabia Saudita sarebbe pronta ad aumentare la propria offerta di petrolio nel caso in cui la produzione di oil della Russia dovesse scendere in modo significativo, sulla scia delle sanzioni imposte contro Mosca a causa dell’invasione dell’Ucraina. L’Arabia Saudita sarebbe dunque pronta a tendere una mano all’Occidente, già alle prese con uno storico rincaro dei prezzi delle materie prime, in attesa di nuove fiammate previste dopo che l’Unione europea ha raggiunto un accordo sull’embargo sul petrolio russo.

E’ il Financial Times che ha riportato le indiscreaazioni sui sauditi, scrivendo in un articolo che Riyad avrebbe indicato all’Occidente di essere pronta ad aumentare la sua offerta.

I rumor arrivano qualche ora prima della riunione ufficiale dell’Opec+, alleanza tra paesi Opec come l’ Arabia Saudita e non Opec come la Russia, al termine della quale è previsto l’annuncio di un incremento modesto dell’output di oil per il mese di luglio. L’FT rimarca come la mano tesa dei sauditi verso l’Occidente seguirebbe i ripetuti appelli del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che ha chiesto diverse volte al cartello di aumentare la produazione più velocemente, per smorzare la corsa dei prezzi energetici – in particolare preazzi della benzina – che ha portato l’inflazione degli Stati Uniti al ritmo record degli ultimi 40 anni. Idem in Europa, dove gli ultimi dati hanno dimostrato l’impresa ardua della Bce contro il boom dell’inflazione che, nell’area euro, a schizzare dell’8,1% nel mese di maggio.

Il Financial Times riporta che già nella giornata di oggi, in cui si riunisce per l’appunto l’Opec+, potrebbe arrivare il grande annuncio relativo alla svolta di Riyadh sebbene nulla sia stato finora finaliazq1azq1to, avverte lo stesso quotidiano britannico.

D’altronde, già la scorsa settimana il ministro degli Esteri saudita aveva sottolineato come non ci fosse nulla da fare per fermare le fiammate del petrolio, suggerendo anche che non ci fosse alcuna scarsità dell’offerta di oil. Le attese, riguardo all’esito della riunione odierna, sono su un’intesa volta a incrementare l’offerta dell’Opec+, nel mese di luglio, di 430.000 barili al giorno dopo che, negli ultimi mesi, l’alleanaza ha faticato non poco per riuscire a centrare i target sugli aumenti di produazione prestabiliti. Stephen Innes, managing partner di SPI Asset Management, ha fatto notare inoltre all’FT che l’Opec non vuole comunque voltare le spalle del tutto alla Russia di Vladimir Putin. In ogni caso, ha sottolineato Finnes, “un cambio di strategia, anche in modo lieve, crea un nuovo rischio al ribasso per il petrolio”.

Detto questo, un rticolo dell CNN schernisce azquasi l’embargo deciso dall’Unione europea, con il titolo che parla chiaro: “Europe’s Russian oil embargo includes a birthday present for Hungary’s Orban”, ovvero “L’embargo europeo sul petrolio russo include un regalo di compleanno per Orban”. Il regalo di compleanno si riferisce al fatto che “l’alleato più devoto di Putin nell’Unione europea si è svegliato martedì con un vero motivo per celebrare il suo 59esimo compleanno”. Ovvero con un accordo che, come ha scritto lui stesso con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook: “L’Ungheria è esente dall’embargo sul petrolio. Le famiglie ungheresi potranno dormire tranquille stanotte”. E, secondo David A. Andelman, anche Putin in qualche modo potrà farlo. Da ora fino alla fine dell’anno il capo del Cremlino potrà trovare nuovi mercati di sbocco per il suo petrolio, che l’Europa smetterà di acquistare con l’embargo che si concretizzerà in modo tuttavia piuttosto lento. E ci sono alcuni acquirenti disponibili, sopratutto India e Cina: stando al Times of India, già la scorsa settimana tra 74 milioni e 79 milioni di barili di petrolio erano diretti verso, appunto, India e Cina. E non è finita qui, visto che il ricatto di Orban è andato oltre: il presidente dell’Ungheria ha bloccato il sesto pacchetto di sanazioni contro Mosca, che include per l’appunto l’embargo Ue sul petrolio, chiedendo di escludere il capo dell chiesa ortodossa russa, patriarca Kirill. Nella giornata di ieri, l’ambasciatore ungherese ha diramato il veto Kirill in una riunione che si è tenuta a Bruxelles. Orthodox Church head, patriarch Kirill. The Hungarian ambassador issued the Kirill veto at a meeting in Brussels on Wednesday (1 June). azq1 Kirill dalla lista delle persone colpite dalle sanzioni. Viktor Orban ha chiesto di escludere il patriarca Kirill dalla lista nera dei soggetti colpiti dalle sanzioni, creando un nuovo caso all’interno dell’Unione europea.