Ondata di caldo in Europa e la Germania batte il record di produzione energia solare

18 Luglio 2022, di Redazione Wall Street Italia

L’ondata di caldo record in tutta Europa sta aggravando una situazione già di per sé particolarmente delicata con la grande crisi energetica indotta dalla guerra in Ucraina. Ma cosa comporta il caldo record in termini di produzione di energia?

Ieri, domenica 17 luglio, verrà ricordata come la giornata in cui la Germania ha prodotto una quantità record di energia elettrica da fonte solare, un livello che sarà aggiornato con tutta probabilità nei prossimi giorni. Nel dettaglio nella giornata di ieri sono stati generati circa 38.174 megawatt da pannelli solari e si prevede che i livelli saranno molto alti fino a mercoledì. Il tutto mentre un’ondata di calore record si sta spostando verso l’Europa occidentale, portando temperature bollenti destinate a raggiungere il picco martedì e mercoledì in Germania, mentre altrove il caldo inizierà a diminuire.

Di contro, il caldo record sta comportando un calo delle forniture di elettricità legate all’eolico in quanto l’aria calda riduce il vento. Inoltre l’aumento della temperatura dell’acqua ostacola la produzione delle centrali nucleari e il calo del livello dei fiumi interrompe l’approvvigionamento di carbone alle centrali elettriche.

Caldo mette KO l’Europa

Le temperature estreme stanno mettendo al tappeto anche il Regno Unito che potrebbe registrare le temperature più alte mai registrate con punte di 40 gradi domani e mercoledì. A Nantes, in Francia, si raggiungeranno i 42 gradi mentre Parigi avrà una temperatura massima di 39 gradi oggi e di 40 gradi domani. E l’ondata di caldo si appresta ad accerchiare anche l’Italia da metà settimana in avanti.

L’ondata di caldo eccezionale che arriva nel bel mezzo della peggiore crisi energetica in Europa da decenni. Sorvegliato speciale il gasdotto Nord Stream 1 che dovrebbe tornare completamente in servizio dopo il 21 luglio, quando terminerà il periodi di 10 giorni di manutenzione programmata.

Mosca ha già ridotto le forniture al continente a causa delle tensioni legate all’invasione dell’Ucraina e in seguito pare si sia verificato un blocco di una turbina per il Nord Stream in Canada a causa delle sanzioni occidentali contro la Russia. In seguito, la turbina è stata trasportata in aereo da un impianto di riparazione in Canada alla Germania. Tuttavia, anche dopo la fine della manutenzione del Nord Stream, i piani della Russia per il gasdotto verso il continente europeo potrebbero non essere noti per un po’, secondo una nota di ricerca della Deutsche Bank AG. “In parte potrebbe essere una questione politica e in parte operativa, dato che la riparazione della turbina potrebbe richiedere un po’ di tempo per essere completamente integrata, o almeno questa potrebbe essere la tesi”, ha affermato la banca d’affari tedesca.