Netflix e trimestrale, ‘momento della verità’ sul tema abbonati? Alcuni spunti in vista dei conti

19 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia
Si prospetta un altro trimestre difficile per Netflix, con la questione crescita abbonati che resta in primo piano dopo i risconti di inizio anno. Il colosso dello streaming alzerà il velo sui conti stasera a mercati americani chiusi.  L’attuale consensus tracciato da Factset vede per il big Usa dello streaming 7,94 miliardi di dollari di fatturato, un utile per azione (Eps) per 2,95 dollari per azione in calo dai 3,75 dollari di un anno prima.   Questione abbonati   Dall’inizio dell’anno il titolo Netflix ha perso oltre il 40%, in particolare le azioni sono scese dopo la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre a gennaio sotto il peso di una deludente prospettiva sul fronte della crescita degli abbonati di Netflix nel primo trimestre. In vista dei conti in uscita stasera, le attese per Netflix sono di 2,5 milioni nuovi abbonati per il trimestre chiuso lo scorso marzo, il 74% in meno rispetto al primo trimestre 2019 pre-pandemia, sebbene il ritorno di “Stranger Things” potrebbe dare una mano.   
 
 
Di recente, è finita in primo piano anche la decisione di Netflix di sospendere le operazioni in Russia da marzo. Una mossa che avrebbe spinto un gruppo di abbonati di Netflix in Russia a lanciare una class action contro il colosso americano. Una situazione “che potrebbe complicare gli sforzi dell’azienda per dare maggiore vigore alla crescita degli abbonati in tutto il mondo”, segnalano da S&P Global sottolineando che le stime sono contrastanti per quanto riguarda l’esposizione di Netflix alla Russia.
 
Finora Netflix è riuscita ad aumentare i ricavi aumentando i prezzi, soprattutto nei mercati ad alto reddito come gli Stati Uniti e il Canada, ma ci sono vincoli su quanto l’azienda possa aumentare i prezzi, come ha sostenuto Alejandro Rojas di Parrot Analytics, citato da S&P Global. “Ci sono altre leve che l’azienda può sfruttare per generare un po’ di crescita, ma non è chiaro se saranno sufficienti per riportare l’azienda ai tassi di crescita storici o se sarebbe anche disposta ad avviare alcune strategie”, ha aggiunto l’esperto. Fino a questo momento, ad esempio, Netflix si è mostrata “riluttante” a considerare la pubblicità sulla sua piattaforma. Una modalità che, invece, potrebbe generare vendite aggiuntive e permettere alla società di puntare su un abbonamento a basso costo ed arrivare a più famiglie. La sua strategia potrebbe guidare a una certa crescita, ma la portata e la qualità sono tutt’altro che certe. “L’intera industria diventerà più grande di dove siamo ora, ed è quello che stiamo vedendo”, ha detto Rojas. “La grande domanda per Netflix: possiamo arrivare a 900 milioni o 1 miliardo di iscritti? Possono arrivare a 5 volte dove sono oggi?”.