Mutui: ecco di quanto aumenterà la rata con il rialzo dei tassi decisi dalla Bce

9 Settembre 2022, di Redazione Wall Street Italia

La Bce ha deciso per un nuovo vigoroso rialzo dei tassi di interesse di 75 punti base dopo quello di luglio di 50. Cosa significa per il mercato dei mutui? Sicuramente un rialzo dell’Euribor, il tasso interbancario di riferimento in Europa, su cui vengono calcolati i tassi della maggior parte dei mutui a tasso variabile. È probabile che anche l’Eurirs, il tasso di riferimento dei mutui fissi, continui a crescere seguendo l’Euribor, oppure potrebbe assestare la sua crescita come è avvenuto a luglio in risposta alla manovra anti-inflazionistica.

Così un’analisi di MutuiOnline.it che mostra attraverso una simulazione l’effettivo impatto del rialzo dei tassi sulle tasche dei consumatori. Ebbene per un impiegato di 39 anni che richiede un mutuo di 140.000€ per un immobile da 200.000€, quindi con un Loan To Value (LTV) del 70%, con durata 20 anni, fino a ieri la migliore offerta a tasso fisso aveva un tasso del 2,89% e prevedeva il pagamento di 769€ mensili. Con l’aumento di 75 punti base dei tassi di interesse deciso dalla Bce, la rata diventerebbe 822 €, aumentando quindi del 6,9%, e costando oltre 12.700€ in più nell’arco di 20 anni.

Una situazione di incertezza del mercato che si ripercuote anche sulle tipologie di tasso richiesto: nel trimestre corrente la quota delle richieste di mutuo a tasso variabile su MutuiOnline.it ha raggiunto il 46,7% del totale, in netto aumento rispetto al 12,1% del primo trimestre dell’anno. Il successo riscosso dai tassi variabili è dovuto alla loro indubbia convenienza nel breve termine, essendo i tassi medi quasi la metà degli equivalenti fissi.

Considerando che alcuni analisti stimano che i tassi variabili raggiungeranno il 2,15% entro l’estate prossima, dice l’analisi di MutuiOnline.it, la scelta di un tasso variabile oggi potrebbe portare ad una rata più alta del 30% tra meno di 12 mesi. Al contrario i tassi fissi sono ancora a livelli più che accettabili rispetto a inizio anni 2010, quando si attestavano sul 5%.

Una mazzata per le famiglie italiane che hanno acceso un mutuo a tasso variabile. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato anch’essa delle simulazioni per capire come la decisione della Bce influirà sulle tasche dei consumatori italiani.

Ipotizzando un mutuo da 150mila euro a 25 anni – una delle tipologie più richieste in Italia – e nel caso in cui l’aumento del tasso venga traslato interamente sul finanziamento, la rata mensile passerà dagli attuali 590 euro a 643 euro, con un incremento di +53 euro al mese, +636 euro all’anno. Su un mutuo da 200mila euro, sempre a 25 anni, la rata mensile passerà da 787 euro a 858 euro, +71 euro al mese, +852 euro all’anno – analizza il Codacons.

Va peggio a chi ha acceso finanziamenti più pesanti e di più lunga durata: su un mutuo da 250mila euro a 30 anni, la rata mensile sale da 847 euro a 937 euro, con un incremento di +90 euro al mese e un maggior esborso pari a 1.080 euro su base annua. “Avevamo previsto lo scorso agosto la stangata sui mutui che sarebbe scattata in autunno, e purtroppo i nostri timori hanno trovato conferma – afferma il presidente Carlo Rienzi – L’incremento del costo dei finanziamenti si aggiunge così al caro-bollette e all’emergenza prezzi, aggravando ulteriormente i conti delle famiglie italiane”.