Minute Bce superate con guerra Russia-Ucraina, ING: Lagarde segua il motto di Draghi-Trichet

3 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

La Bce di Christine Lagarde ha diffuso le minute relative all’ultimo meeting del Consiglio direttivo dello scorso 3 febbraio, quando è emersa la preoccupazione della banca centrale europea per il trend dell’inflazione in Eurozona.

In quell’occasione, Lagarde ha riconosciuto il pericolo di una fiammata dei prezzi più persistente di quanto anticipato: le sue dichiarazioni hanno indicato, anche, una possibile apertura verso l’ipotesi di un aumento dei tassi dell’Eurozona, già a partire da quest’anno.

Le minute appena diffuse confermano l’orientamento più hawkish della Bce ma, come ha fatto notare Carsten Brzeski, responsabile della divisione macro di ING, c’è da dire che i verbali illustrano una situazione che la guerra esplosa lo scorso 24 febbraio tra la Russia di Vladimir Putin e l’Ucraina ha cambiato in modo radicale.

In ogni caso tra quelli che ING ritiene essere i messaggi più importanti che sono arrivati dalle minute ci sono i seguenti:

I rischi sull’outlook dell’inflazione sono stati rivisti al rialzo: hanno inciso i prezzi energetici più elevati, e un trasferimento dei prezzi più alti dalle aziende ai consumatori più forte delle attese.

Le minute hanno confermato la forza della ripresa economica, grazie “alla solidità della domanda interna, alla ripresa globale e ai sostegni che continuano ad arrivare dalla politica fiscale e monetaria”.

La Bce ha anche indicato di essere vicina a centrare i criteri della forward guidance:

“Alcuni esponenti hanno indicato che la probabilità che l’inflazione si stabilizzi attorno al 2% nel medio periodo è già aumentata in modo significativo, e che l’outlook è vicino a soddisfare le condizioni che sono state fissate nella forward guidance, riguardo ai tassi di interesse”.

Dai verbali è emerso anche che gli esponenti del Consiglio direttivo che si sono mostrati favorevoli a “un pronto aggiustamento di una politica monetaria ancora molto accomodante”, hanno espresso la loro preferenza per la fine degli acquisti di asset (lanciati dalla Bce con il QE) e dei tassi di interesse negativi”.

Tuttavia il punto, scrive Brzeski di ING, è che le previsioni macroeconomiche che la Bce annuncerà la prossima settimana, in occasione del prossimo meeting del Consiglio direttivo in calendario giovedì 10 marzo, potrebbero essere state già superate, visto che non hanno incorporato le conseguenze del conflitto tra la Russia e l’Ucraina.

“Dunque, assisteremo probabilmente a una situazione, nella riunione della prossima settimana, in cui le proiezioni per il 2023 e il 2024 potrebbero indicare una inflazione al 2%, fattore che dovrebbe in teoria avallare un intervento della Bce”.

Certo, “il rischio della stagflazione è chiaramente aumentato, complicando il dilemma della Bce: come reagire a un’accelerazione dell’inflazione che non può essere risolta con una politica monetaria”. Ma “nessuno crede seriamente che la Bce possa iniziare a normalizzare la propria politica monetaria in un momento di tale incertezza”.

ING prevede così che la Bce si mostrerà cauta, indicando “l’intenzione di avviare la normalizzazione della politica monetaria ma, allo stesso tempo, di garantire la massima flessibilità. Una tale strategia porterebbe la banca centrale a rimanere fedele alla già annunciata rotazione dal PEPP (QE pandemico) che finirebbe nel mese di marzo) all’APP, che verrebbe raddoppiato da €20 niliardi a €40 miliardi; allo stesso tempo, invece di annunciare un target (di acquisti di asset con l’APP) per il terzo e il quarto trimestre, la Bce potrebbe comunicare una riduzione degli acquisti di 5-10 miliardi di euro al mese, a partire da maggio”.

Ancora, l’economista di ING crede che, “contrariamente alla riunione di dicembre, la Bce cercherà di evitare di dare eventuali date di fine QE o di inizio di un ciclo di rialzo dei tassi. Al momento, la Bce ha bisogno di ripetere piuttosto le promesse di Mario Draghi e Jean-Claude Trichet ‘a non impegnarsi mai prima’. E se tutto dovesse andare bene, gli acquisti netti di asset potrebbero anche terminare nel corso del terzo trimestre, così come i tassi potrebbero magari essere alzati per la prima volta, prima della fine dell’anno. Ma non è di questo che si parlerà nel meeting della prossima settimana”.