Milano chiude male: -0,8% il Ftse Mib con tonfo di Stm e Stellantis

5 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura sui minimi di giornata oggi per Piazza Affari. Il Ftse Mib, reduce dalla seduta piatta della vigilia, segna un calo dello 0,80% a 24.960 punti. Focus sulle possibili nuove mosse dei paesi occidentali contro la Russia. La Commissione europea dovrebbe proporre alle nazioni dell’UE nuove sanzioni, incluso il divieto di importazione di carbone, gomma, prodotti chimici e altri prodotti dalla Russia per un valore fino a 9 miliardi di euro.

Tra le blue chip di Piazza Affari si sono distinto in positivo per utility con Enel (+2%) e Terna (+2,13%) in prima fila sul Ftsd Mib. Giù Pirelli (-1,54%) nonostante l’upgrade deciso da Citi che ha alzato il rating a buy. Peggio ha fatto Stm con un tonfo del 5%, così come Interpump.

Intonazione positiva per Moncler (+0,72%) che a mercati chiusi diffonderà i conti del primo trimestre. Equita si attende un fatturato di 568 mln di euro (+25% a/a) trainato dal retail. “La valenza segnaletica di questo trimestre è limitata dal fatto che solo poche settimane hanno risentito del conflitto in Ucraina e dei lockdown in Cina”, argomenta Equita che ha rating buy e tp a 70 euro sul titolo del gruppo del piumini.

Male oggi Stellantis (-3,68% a 14,34 euro) dopo che ieri la società di consulenza LMC Automotive ha tagliato le prospettive per le vendite di auto negli Stati Uniti a causa della carenza di scorte e ora si aspetta un calo del 3% delle vendite per quest’anno. Gli analisti di Banca Akros ricordano che il mercato nordamericano è il mercato più ricco e importante per il gruppo Stellantis in termini di ricavi e redditività e un qualsiasi indebolimento di questo mercato può avere effetti negativi per Stellantis.

Infine, vendite su TIM (-0,89% a 0,313 euro) con le ultime voci che vedono allontanarsi la possibilità che KKR prosegua con il lancio formale di un’OPA. KKR avrebbe segnalato le mutate condizioni di mercato rispetto alla proposta indicativa formulata a novembre e avrebbe ribadito l`esigenza di una due diligence precedente a qualsiasi offerta vincolante, senza indicare nessuna valorizzazione preliminare per il gruppo.