Mercati: agenda macro, cosa guardare la prossima settimana

11 Febbraio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Il calendario dei dati della prossima settimana sarà bello fitto. Lunedì si comincerà dalle statistiche sulla produzione industriale dell’area euro. Martedì si saprà di quanto è cresciuto il Pil (Prodotto Interno Lordo) giapponese per il quarto trimestre del 2021, per il quale il mercato si attende un netto recupero. Lo stesso giorno saranno resi noti gli indici ZEW relativi a Eurozona e Germania, nonché l’Empire Manufacturing Index per gli Stati Uniti. Mercoledì sarà la volta dei dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio negli Usa. Giovedì in uscita le richieste del sussidio di disoccupazione negli Usa, che dirà quanto è compatto il mercato del lavoro (e quindi quanto alimenta il rialzo dell’inflazione). Infine venerdì saranno pubblicati l’indice anticipatore degli Usa e i dati sulla fiducia dei consumatori nell’area euro.

I dati sui prezzi saranno oggetto di particolare attenzione, poiché i trend dell’inflazione destano sempre più timori. I prezzi alla produzione statunitensi saranno resi noti martedì, quelli cinesi mercoledì. Sono attesi anche i prezzi al consumo in Cina.

“Nel complesso, è improbabile che i nuovi dati indichino un allentamento sul fronte dei prezzi – afferma Hans-Jörg Naumer, Director Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors – Non crediamo che il verbale della riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) riserverà grandi sorprese, dato che le attese ora sono molto più realistiche e il mercato sconta diversi interventi sui tassi”.

“Purtroppo – aggiunge l’esperto – le crescenti tensioni sul fronte ucraino rischiano di avere ripercussioni sulle piazze finanziarie. Tuttavia l’indice del rischio geopolitico (“GPR”), basato sulle notizie riportate dai media circa la situazione geopolitica, è lievemente migliorato”.

Secondo Allianz Global Investors, al momento, il quadro tecnico non lascia presupporre una ripresa. “Le linee di resistenza di importanti indici azionari sono messe a dura prova. I rendimenti obbligazionari sembrano destinati a salire leggermente – conclude – I fattori tecnici si confermano poco favorevoli”.