Luxottica compra il 90,9% di Fedon. Passo successivo Opa e delisting  

12 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

 

Shopping per Luxottica che rileva la maggioranza di Fedon, azienda storica attiva nel settore degli astucci e packaging per occhiali, quotata su Euronext Growth Milan. Obiettivo? Entrare nel segmento del packaging e della produzione di astucci per occhiali. Nel dettaglio, la società di Agordo ha sottoscritto un contratto preliminare di compravendita per l’acquisto di complessive 1.727.141 azioni della società Giorgio Fedon & Figli, quotata su Euronext Growth Milan, pari al 90,9% del capitale sociale della società.

Il contratto è stato sottoscritto con gli azionisti rilevanti della società (ossia CL & GP, Piergiorgio Fedon, Sylt, Italo Fedon, Laura Corte Metto, Francesca Fedon, Roberto Fedon, Flora Fedon e Rossella Fedon), oltre ulteriori azionisti non rilevanti. Il prezzo è pari a circa 17,03 euro per ciascuna azione per complessivi 29,4 milioni. Si tratta di un premio del 135% rispetto all’ultimo prezzo ufficiale delle azioni della società registrato alla data dell’8 aprile 2022 (ultimo giorno di Borsa aperta precedente alla data di sottoscrizione del contratto) nonché un premio del 114% rispetto al prezzo ufficiale medio ponderato delle azioni dell’emittente degli ultimi dodici mesi precedenti sempre alla data dello scorso 8 aprile.

L’esecuzione della compravendita è subordinata al verificarsi di alcune condizioni sospensive, usuali per questo tipo di operazioni, tra cui l’ottenimento delle autorizzazioni previste dalle autorità antitrust competenti. Il closing è atteso entro la fine di giugno 2022. In caso di perfezionamento dell’operazione, Luxottica deterrà una partecipazione complessiva pari al 90,9% del capitale di Fedon e sarà tenuta a promuovere un’offerta pubblica di acquisto (Opa) totalitaria sulle restanti azioni della società in circolazione, allo stesso prezzo di 17,03 euro per azione. L’Opa sarà finalizzata al delisting della società.

L’operazione, spiega la nota, rappresenta un nuovo passo nella consolidata strategia di integrazione verticale di EssilorLuxottica, finalizzata ad assicurare i più alti standard di qualità lungo tutta la catena del valore e a ottimizzare il servizio a beneficio di tutti gli operatori del settore. La società segnala inoltre che “grazie all’impiego di tecnologie all’avanguardia e innovazioni dedicate, l’acquisizione permetterà di offrire astucci e packaging che si adattano perfettamente alla forma delle montature e alle caratteristiche delle lenti per garantire la massima protezione e integrità del prodotto, a vantaggio del consumatore finale”. Infine, EssilorLuxottica intende proseguire anche attraverso la società la propria strategia orientata alla sostenibilità, investendo sulla riciclabilità e sulla circolarità di materiali di protezione prodotti.

Equita: Opa su Fedon per spingere l’integrazione verticale anche sul packaging

“L’operazione segnala la volontà del gruppo di perseguire una chiara strategia di integrazione verticale, che si spinge ora fino al packaging, mantenendo elevata l`attenzione per la qualità del prodotto e integrando nella politica di sostenibilità del gruppo competenze di Fedon relative a circolarità e riciclabilità del packaging”. Questo il commento degli analisti di Equita all’indomani dell’annuncio dell’operazione tra Luxottica e Fedon.

Opa mania a Piazza Affari 

Si allunga la lista di società che si apprestano a lasciare Piazza Affari, con un delisting. Stando allo studio “Sliding Doors: il flusso di listing e delisting sul mercato azionario di Borsa Italiana“, condotto da Intermonte e dal Politecnico di Milano, nel corso degli ultimi 20 anni le quotazioni sulla Borsa di Milano sono state 448 di cui l’86% tramite Ipo (collocamento di titoli) mentre i delisting sono stati 336 di cui ben 268 sul listino principale. Sul fronte ammissioni in totale sono state 448 ammissioni in 20 anni, di cui 263 (il 59%) su EGM (ex Aim Italia).

“Se a inizio 2022 Piazza Affari ha raggiunto il valore record di 407 società quotate, tale numero nasconde un trend di costante arretramento del numero di società quotate negli ultimi 15 anni dal listino principale (EXM, già MTA), a fronte di una forte crescita del segmento non regolamentato (EGM, già AIM Italia)”, segnalano da Intermonte aggiungendo che  l’effetto netto di questo trend evidenzia una perdita superiore ai 55 miliardi di euro di capitalizzazione, legata all’uscita dal mercato di società medio-grandi, che si è mangiata quasi un quarto della crescita dei corsi azionari negli ultimi 5 anni.