Lo Sri Lanka e l’incubo default tra blackout e carenze di cibo. Fmi e Pechino lo salveranno?

13 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

La crisi economica fa alzare bandiera bianca allo Sri Lanka che annuncia il default sul debito estero. Il paese sostiene che ripagare il suo debito sovrano è diventato “impossibile” mentre gli investitori internazionali si stanno tirando indietro (anche se non tutti con gli hedge funds pronti a scommettere sul recupero del paese asiatico). 

Il paese ha fermato i pagamenti sul suo debito in valuta estera e accelera i colloqui con il FMI per un salvataggio.  L’economia dello Sri Lanka è ostacolata da un’instabilità politica che rende più difficile per il paese ottenere assistenza finanziaria dal FMI. E’ un tracollo politico, economico, e finanziario e per di più prevedibile come scrive il Financial Times. Il paese insulare, con una popolazione come quella della Florida, è assediato dalla corruzione, secondo Transparency International. La sua economia è a pezzi dopo che la pandemia ha interrotto il turismo e i trasporti. La settimana scorsa, tra blackout e carenze di cibo, il governo del presidente Gotabaya Rajapaksa si è dimesso.

Le riforme strutturali latitano. Lo Sri Lanka ha completato solo la metà dei suoi precedenti programmi del FMI e i tempi che stiamo vivendo sono poco inclini ad aumentare le tasse per rimpinguare le casse del governo.

In secondo luogo, lo Sri Lanka ha molteplici creditori esteri. La Cina, con circa un quinto del totale, incombe. Lo Sri Lanka ha chiesto aiuto a Pechino per ristrutturare i suoi debiti. Pechino ha costruito e finanziato grandi progetti infrastrutturali, tra cui il porto di Hambantota, in posizione strategica.

C’è chi scommette in una risalita e nuovi investitori, compresi gli hedge fund, sarebbero già in fila. Come riporta Bloomberg, secondo Modular Asset Management le obbligazioni in dollari della nazione hanno spazio per recuperare e il governo alla fine può ottenere un salvataggio dal Fondo Monetario Internazionale. Tuttavia, per gli investitori la parola d’ordine oggi rimane cautela.