Leonardo convince mercato con trimestrale e stime 2022. Per analisti tra gli spunti sul tavolo Pnrr, potenziale M&A e tema aumento budget militari

6 Maggio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Leonardo protagonista a Piazza Affari all’indomani della trimestrale che riflette “il percorso di crescita e aumento di redditività previsto”. Poco dopo le 10, sul Ftse Mib il titolo avanza di quasi il 3% sopra la soglia dei 10 euro (con una performance a sei mesi positiva per circa il +54%). Oltre ai conti, è di stamattina la notizia che Leonardo si occuperà di monitorare e gestire la cyber security dei sistemi informatici corporate dell’agenzia digitale dell’UE in prima linea nella gestione delle frontiere e della sicurezza interna dell’area Schengen, oggi sempre più basata sull’informazione.

La trimestrale in sintesi
I numeri dei primi tre mesi dell’anno hanno mostrato un risultato netto di 74 milioni di euro contro la perdita di 2 milioni registrata nell’analogo periodo del 2021. I ricavi si sono attestati a 3.006 milioni di euro, mostrando una crescita di circa l’8% “fortemente influenzata – spiega una nota – dalla performance degli elicotteri e dai maggiori volumi di produzione della divisione velivoli”. In rialzo sia l’Ebita, pari a 132 milioni (+39%), sia l’Ebit, pari a 123 milioni. Il free operating cash flow (Focf) è stato negativo per 1.080 milioni, ma ha presentato un significativo miglioramento (24%) rispetto al primo trimestre del 2021. Tale risultato, spiega la società, riflette il previsto positivo trend di miglioramento, pur confermando l’usuale profilo infrannuale caratterizzato da significativi assorbimenti di cassa nella prima parte dell’anno. È invece salito l’indebitamento netto di gruppo che è stato pari a 4.788 milioni rispetto ai 3.122 milioni a fine dicembre. Per quanto riguarda gli ordini si sono attestati a 3.789 milioni di euro (+10,8%), con un portafoglio ordini di 36.278 milioni che “assicura una copertura in termini di produzione leggermente superiore a 2,5 anni”.

“Il business difesa/governativo conferma nel periodo un buon livello di ordini, con ricavi e redditività in crescita e un flusso di cassa in miglioramento. Siamo ben posizionati nei programmi di cooperazione europea e in quei mercati in cui si prevede l’incremento della spesa per la difesa. Queste considerazioni confermano le prospettive e la guidance 2022”, ha commentato Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo. Confermata la guidance per l’intero 2022 che prevede ricavi per 14,5-15 miliardi e una redditività in aumento con un Ebita compreso tra 1.180-1.220 milioni a fine esercizio.

Equita: trimestre oltre attese, M&A potrebbe non essere finito

“Il primo trimestre (tipicamente il più debole dell’anno) è stato migliore delle attese e la guidance 2022 (confermata) riteniamo goda di buona visibilità”, commentano gli analisti di Equita secondo i quali le operazioni di M&A potrebbero non essere finite. Gli esperti mettono sul tavolo altri spunti, tra cui “aumento budget militari in vari paesi: con effetti comprensibili/visibili dal 2023 e comunque diluiti nel tempo; PNRR italiano per il quale è ancora presto per stimare il potenziale upside; Oto Melara e WASS, con un potenziale M&A deal possibile, in attesa del riscontro da parte dei governi di Francia e Germania su alcuni programmi comuni; sul tema DRS l’Ipo resta come potenziale opzione e infine sulla supply chain non ci sono particolari problematiche per lo shortage di chip.

Il punto tecnico su Leonardo (a cura dell’ufficio studi di Borse.it)


Prosegue anche oggi la corsa di Leonardo in Borsa. I prezzi hanno trovato nuova forza rialzista con il breakout del precedente livello di resistenza ora diventato supporto a quota 8,37 euro e soprattutto con la violazione del livello posto a 9,5 euro. In caso di prosecuzione della forza dei compratori il prossimo livello di resistenza da superare è posto a 10,2 euro e un breakout con volumi e volatilità di tale area potrà favorire un allungo verso il prossimo target rialzista posto a quota psicologica degli 11 euro prima di puntare nuovamente ad un ritorno verso gli 11,85 euro livello di febbraio 2020. Al contrario in caso di prese di beneficio i livelli di supporto statico che potrebbero sorreggere le quotazioni si trovano prima a 9,5 euro e poi a 9 euro. Dal punto di vista dell’analisi algoritmica si segnala la posizione dei prezzi al di sopra delle medie mobili principali a 50 e 200 periodi confermando la tendenza rialzista dei corsi.