Lavoro ibrido: il vantaggio è anche per l’azienda, risparmierebbe 10.000 euro a dipendente

11 Maggio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Il lavoro ibrido, cioè quello svolto in parte da remoto (da casa o da un altro luogo) e in parte presso la sede aziendale, rappresenta un beneficio per tutti. Non solo per il lavoratore ma anche per l’azienda. Conti alla mano, tra tagli al riscaldamento e alla luce e altre voci di spesa fissa, il risparmio medio per l’azienda può aggirarsi intorno ai 10.000 euro a dipendente. Risorse che potrebbero essere rienvestite nell’attività o impiegate diversamente.

Un risparmio notevole, che varia dalle dimensioni dell’attività ma che comunque c’è. Ad esempio, una banca globale con 200.000 dipendenti risparmierebbe circa 2 miliardi di euro adottando il modello ibrido. Il risparmio per un’azienda del tech con 20.000 dipendenti sarebbe intorno ai 190 milioni di euro, mentre un’azienda di servizi con 2.000 dipendenti vedrebbe minori costi per 19 milioni di euro.

Calcoli e stime arrivano da una ricerca condotta da IWG, player del lavoro ibrido in Italia e nel mondo, dimostrando come il modello di lavoro ibrido sia destinato ad accelerare. Il numero di aziende dell’indice inglese FTSE250 interessate ad applicare un modello di ufficio ibrido è, infatti, già tre volte superiore al numero di imprese che intendono continuare a lavorare come prima della pandemia.

I risparmi per le aziende non sono solo legati alla riduzione dei costi delle utenze, come luce, riscaldamento o raffreddamento, acqua e rifiuti, ma dipendono anche dall’ubicazione degli uffici. Se gli edifici si trovano in centri urbani costosi, come spesso accade, potrebbe essere conveniente fare una riflessione sul costo dell’affitto. Ma non solo. Anche il tempo e il denaro impiegato dal personale per gli spostamenti da e verso la sede potrebbero essere spesi altrove, con una ricaduta positiva sull’economia. Una ricerca di Confused.com ha calcolato che il lavoro ibrido può far risparmiare ai dipendenti in media 391 euro al mese sul viaggio in treno e sulle spese collegate e fino a 152 euro al mese se si spostano in auto, con i pendolari di lunga distanza che risparmierebbero sostanzialmente di più.

Ma al di là dei risparmi economici, il lavoro ibrido comporterebbe benefici anche sul piano sociale, rispondendo alle crescenti richieste di un migliore equilibrio vita-lavoro per i dipendenti, alla luce delle grandi dimissioni. Un recente sondaggio di IWG ha evidenziato che quasi la metà degli impiegati (49%) lascerebbe il proprio lavoro se gli venisse chiesto di tornare in ufficio cinque giorni a settimana, mentre i tre quarti (72%) preferirebbero poter lavorare in modo flessibile a lungo termine piuttosto che tornare in ufficio cinque giorni a settimana con un aumento di stipendio del 10%.

Il lavoro ibrido non sta solo contribuendo a un risparmio in denaro sia per le aziende sia per i dipendenti, ma sta anche creando un impatto positivo sulle capacità lavorative dei dipendenti. Una ricerca PWC condotta l’anno scorso ha rilevato che il 57% dei dirigenti d’azienda ha dichiarato che, grazie a una politica di lavoro più flessibile, le loro aziende hanno ottenuto risultati migliori rispetto al passato per quanto riguarda la produttività, con solo il 4% dei dirigenti d’azienda che ha riportato un calo nella produttività dei dipendenti.

C’è infine da considerare anche l’impatto ambientale positivo. Il lavoro ibrido permetterebbe di ridurre l’impronta di carbonio legata al pendolarismo. Recenti studi hanno calcolato che permettere al personale di lavorare da casa, almeno una parte del tempo, potrebbe ridurre le emissioni legate agli scarichi delle automobili fino al 10 per cento. Rimane solo da chiedersi perchè non farlo.