Investimenti green, per M&G Investments Italia gioca un ruolo chiave in Europa

5 Marzo 2021, di Mariangela Tessa

L’Europa sta facendo sul serio sul tema degli investimenti green con la creazione di un mercato ampio, liquido e con una struttura di controllo ben definita, che a breve si allineerà con le linee guida ufficiali della UE.
In questo contesto l’Italia gioca un ruolo chiave, sia per l’ampiezza del proprio debito che per il livello di preparazione che può vantare lato emittente. Lo dimostra la prima emissione di un Btp Green da parte del Tesoro Italiano.

Così Manuel Pozzi, Direttore Investimenti di M&G Investments, commentando il primo Green BTP Italia:

Il collocamento di ieri costituisce un evento degno di nota per una serie di ragioni:
In primo luogo colpisce il significativo riscontro riservato al nuovo titolo. La domanda degli investitori ha superato di circa 10 volte l’emissione. Non male come debutto per l’Italia nel mondo della finanza sostenibile.

Altro aspetto interessante è il prezzo: comprare un titolo “green” non significa compromettere il rendimento tipico dei buoni del Tesoro tradizionali. Si tratta di un punto importante che servirà a stimolare la crescita del mercato delle obbligazioni verdi in futuro. Se il rendimento assoluto del nuovo strumento, che si aggira intorno all’1,50%, non è di per sé così straordinario alla luce di un potenziale ritorno dell’inflazione alla fine dei periodi di lockdown in Europa, il rendimento relativo appare convincente.

Anche la lunghezza dell’emissione, 24 anni, molto estesa rispetto ad altri bond, rappresenta un aspetto significativo, rendendo l’Italia capace di offrire una maggiore diversificazione sulla curva dei rendimenti con titoli dalle scadenze lunghe.
Guardando al futuro, sarebbe interessante che le nuove emissioni verdi si arricchissero di caratteristiche “speciali”, ad esempio offrendo agli investitori un bonus cedola in caso di mancato rispetto dei parametri ambientali o di utilizzo dei fondi prestabiliti – come già accade per alcune obbligazioni societarie e/o sovrane.
I green bond potrebbero poi anche diventare “inflation linked”, così da risultare attraenti anche per i risparmiatori privati in una fase in cui i tassi sono ancora molto bassi e i rischi inflattivi potenzialmente in agguato.