Inflazione Usa e prossimi passi Bce (riunione giovedì): cosa si attendono i mercati dai due eventi clou della settimana  

6 Giugno 2022, di Redazione Wall Street Italia

 

L’inflazione statunitense e la riunione della Banca centrale europea (Bce). Questi i due principali market mover della settimana che ha appena preso il via. L’istituto centrale di Francoforte si riunirà giovedì 9 giugno e gli operatori non si attendono alcuna mossa sui tassi, mentre verrà annunciata la fine dei piani di acquisto di asset. La Bce, ricordano gli strategist di Mps Capital Services, dovrebbe aggiornare le previsioni economiche (inflazione e crescita) e preparare il terreno per il rialzo nella successiva riunione di luglio. In particolare, tutti gli occhi saranno puntati sulla conferenza stampa per provare cercare di intercettare le parole del presidente Christine Lagarde sul tema della dimensione del rialzo (25 o 50 punti base) e sul percorso di normalizzazione successivo.

Il calendario della settimana, giorno per giorno

Dopo un avvio di settimana poco denso di dati macro, con i dati cinesi in primo piano, l’agenda macro di domani 7 giugno prevede la riunione della Reserve Bank of Australia (RBA) che dovrebbe rivedere al rialzo i tassi allo 0,75% dal precedente 0,35 per cento. A livello europeo, in uscita gli ordinativi industriali tedeschi ma anche le previsioni economiche diffuse dall’Istat, oltre all’indice Sentix che misura la fiducia dei consumatori. Dagli Usa in arrivo la bilancia commerciale e il credito al consumo.

Nella giornata di mercoledì 8 giugno in arrivo il dato finale del Pil del primo trimestre del Giappone e la produzione industriale in Germania. Per le banche centrali arrivano le decisioni della banca centrale polacca e di quella indiana. Il calendario prevede inoltre l’outlook economico dell’Ocse, le vendite al dettaglio dell’Italia e il dato finale del Pil dell’eurozona (I trimestre).

Giovedì 9 giugno si comincia con la bilancia commerciale cinese. L’evento clou della giornata è il meeting della Banca centrale europea (Bce), con l’attesa conferenza di Lagarde. “Sebbene non sia atteso alcun cambiamento di politica monetaria, il calcolo si è già spostato verso un aumento dei tassi a luglio e forse anche a settembre”, sottolinea Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets UK, indicando che “la sfida più grande per la Bce questa settimana sarà cercare di giustificare il motivo per cui stanno aspettando fino a luglio per agire, data la situazione d’emergenza”. Inoltre, secondo alcune fonti anonime citate da “Financial Times“, questa settimana il consiglio Bce potrebbe supportare una proposta per la creazione di un nuovo piano di acquisti di obbligazioni utile, in caso di necessità, a contrastare l’aumento del costo dell’indebitamento per alcuni stati membri. “L’articolo di FT sta portando stamattina ad un calo dei tassi di rendimento dei paesi periferici, con lo spread BTP-Bund sceso a 207 punti base dai 214 di venerdì”, sottolineano da Mps Capital Services.  Lato Usa in evidenza il dato settimanale sulle nuove richieste di sussidi alla disoccupazione (settimana al 4 giugno).

Nel finale di settimana, nella seduta di venerdì 10 giugno, sono numerosi gli spunti da seguire. A cominciare dai dati cinese, con la diffusione dell’inflazione e i prezzi alla produzione. L’agenda macro vede in primo piano anche la produzione industriale italiana, ma soprattutto l’inflazione Usa per verificare se l’8,5% di marzo sia stato o meno il picco. Secondo consenso degli economisti raccolto da Bloomberg, a maggio l’inflazione headline dovrebbe mostrare un lieve rallentamento all’8,2% dall’8,3% di aprile. Da monitorare infine le decisioni della banca centrale russa e il dato Usa sulla fiducia dei consumatori elaborato dall’università del Michigan (preliminare giugno).