Inflazione, tassi e crisi Russia-Ucraina: le tre incognite sui mercati. Cesarano (Intermonte), attesa fase di turbolenza sui listini  

18 Febbraio 2022, di Redazione Wall Street Italia

 

 

Inflazione, politica monetaria (aumento tassi da parte della Fed) e tensioni geopolitiche. Sono queste le tematiche principali che stanno dettando il ritmo sui mercati e che continueranno a tenere banco anche nelle prossime settimane. “Il fattore più contingente è la crisi Russia-Ucraina. La trattativa sta andando avanti ed è molto dura: di fatto Putin vuole la garanzia della non inclusione dell’Ucraina nella Nato, gli Stati Uniti chiedono a Kiev di accettare questo compromesso ma Kiev non cede”, spiega Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim.

“A questo punto o si trova un accordo nel giro di poco o si arriva alle misure più forti da parte della Russia. Se questo secondo scenario prendesse forma andrebbe ad accelerare, a mio avviso, un altro aspetto di cui il mercato potrebbe risentire: le banche centrali, e in particolare la Fed, oltre ad alzare i tassi (il mercato ha incorporato per la Fed 6/7 rialzi del costo del denaro nel 2022), potrebbe ridurre il bilancio, vendendo anche qualche asset“, aggiunge Cesarano spiegando che alcuni membri Fed lo stanno ipotizzando. 

Fase di turbolenza sui listini: Quando? Ora o rinviata in primavera

“Sui listini azionari ci può essere una fase di turbolenza che potrebbe essere anticipata se per caso ci fosse un mancato accordo Russia-Ucraina o rinviata al periodo marzo-aprile perchè il periodo in cui emergerebbe l’altro tema, ovvero con la Fed che vuole ridurre velocemente il bilancio, non soltanto riducendo i reinvestimenti ma anche effettuando la vendita di qualche asset con gli Mbs per raffreddare il mercato immobiliare. Il mercato legge il tutto come meno liquidità”, afferma il chief global strategist di Intermonte che già ieri aveva indicato che questa discussione potrebbe entrare nel vivo tra marzo ed aprile, ossia dopo la riunione Fed del 16 marzo quando potrebbe essere annunciata l’intenzione di procedere a una rapida partenza della riduzione dei reinvestimenti, lasciando aperta la possibilità di provvedere a vendita di asset, in modo particolare parte dei circa 2500Mld$ di MBS in portafoglio, come ventilato da qualche membro FED come la George.

“Successivamente emergono dei fattori di rallentamento della crescita, da maggio-giugno ma anche nei primi mesi del secondo semestre la Fed deve cercare di riequilibrare il passo, e magari tanti i rialzi che il mercato si attende verranno ridimensionati o diluiti nel tempo, e tutto questo significherà per il mercato percepire una Fed che sta decelerando, un po’ come è accaduto agli inizi del 2019, e da lì la situazione potrebbe migliorare per i listini azionari. Anzi essere potrebbe essere il passaggio dal cosiddetto value al growth”.