Heineken: svaluta di €874 milioni la quota in maxi birrificio cinese
Heineken ha dovuto registrare una svalutazione una tantum di 874 milioni di euro per il ridimensionamento della sua partecipazione nel più grande birrificio della Cina. La svalutazione della quota in China Resources Beer Holdings è motivata dalle preoccupazioni riguardo la domanda dei consumatori nel continente, secondo quanto dichiarato dal gigante olandese.
Il secondo più grande produttore di birra al mondo ha ristretto la sua previsione per il profitto operativo annuale nel range tra il 4% e l’8%. In precedenza, Heineken aveva previsto una crescita organica ad un ritmo tra low e high single digit.
Heineken ha acquisito una quota del 40% nella società madre di China Resources Beer, quotata a Hong-Kong, per 3,1 miliardi di dollari nel 2018. L’accordo ha permesso a Heineken di ottenere un partner con una portata di distribuzione locale per operare nel più grande mercato della birra del mondo. A sua volta, ha permesso alla società cinese di espandersi nel segmento della birra premium.
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L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.