Guerra Ucraina, Renault conferma presenza in Russia con benedizione Macron. Brusca caduta del titolo da invasione Ucraina

21 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

Crea non poco sconcerto la decisione del colosso automobilistico francese Renault, partecipato dallo stato, di riavviare l’operatività della sua fabbrica di assemblaggio di auto presente in Russia, sospesa alla fine di febbraio, a causa “di cambiamenti forzate nelle destinazioni logistiche esistenti”. Il quotidiano britannico The Guardian riporta che il cda di Renault ha deciso di confermare la propria presenza in Russia, con il sostegno del principale azionista: lo stato francese (azionista di maggioranza con una quota del 15%).

Un portavoce ha comunicato che “la situazione dei componenti auto è instabile e mutevole, preferiamo non fare nessuna previsione”. Da segnalare che Renault conta in Russia una forza lavoro di 40.000 dipendenti.

“Questi sono prodotti russi prodotti dai russi per la Russia”, ha commentato un funzionario del governo di Parigi al Financial Times, qualche giorno fa.

Nessun commento è stato rilasciato da Nissan, altro grande azionista di Renault, ma gli affari di stato possono diventare certo in tempi di guerra grandi imbarazzi di stato, a dispetto del pugno di ferro che in apparenza il presidente francese Emmanuel Macron va agitando contro la Russia di Vladimir Putin. Crea non poco sconcerto la decisione del colosso automobilistico francese Renault, partecipato dallo stato, di riavviare l’operatività della sua fabbrica di assemblaggio di auto presente in Russia, sospesa alla fine di febbraio, a causa “di cambiamenti forzate nelle destinazioni logistiche esistenti”. Il quotidiano britannico The Guardian riporta che il cda di Renault ha deciso di confermare la propria presenza in Russia, con il sostegno del principale azionista: lo stato francese. Un portavoce ha comunicato che “la situazione dei componenti auto è instabile e mutevole, preferiamo non fare nessuna previsione”. Lo stesso ha aggiunto che è troppo presto per considerare una brusca interruzione della produzione o un addio alla Russsia. 

Da segnalare che Renault conta in Russia una forza lavoro di 40.000 dipendenti e deve il 10% del suo fatturato alle vendite nel paese. “Questi sono prodotti russi prodotti dai russi per la Russia”, ha commentato un funzionario del governo di Parigi al Financial Times, qualche giorno fa. Nessun commento è stato rilasciato da Nissan, grande azionista di Renault, che ha preferito non commentare. 

Nell’articolo Renault’s Russia dilemma, l’FT ricorda che Parigi continua a mantenere il punto, nonostante Renault detenga una partecipazione pari al 68% in Avtovaz, insieme a Rostec, gruppo industriale e di difesa gestito dall’alleato di Putin Sergei Chemezov, che paga tuttora lo scotto delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti dal 2014. Il quotidiano britannico ricorda che comunque lo stesso Macron, che continua a sentire telefonicamente Putin invocando un cessate il fuoco in Ucraina, ha rimarcato che l’Occidente non è in guerra contro il popolo russo. Non per niente, Parigi non ha fatto poi molte pressioni alle aziende francesi perché lascino la Russia, stando a quanto hanno riferito all’Ft alcune fonti.

Nessuna pressione in particolare su TotalEnergies, la società francese che continua a essere criticata per la sua presenza nel paese, nonostante le rivali BP e Shell abbiano annunciato l’intenzione di lasciare la Russia. E nel comparto a cui Renault appartiene, ovvero quello dell’auto, già si sono messe in evidenza le tedesche VW, Mercedes e BMW, che hanno sospeso le loro vendite e/o operazioni entro qualche giorno dall’inizio della guerra, lo scorso 24 febbraio. E’ vero che insieme il trio ha venduto meno di 300.000 auto in Russia nel 2021, una frazione rispetto alle 13 milioni di auto consegnate in tutto il mondo. Renault ha invece venduto più di 482.000 auto in Russia, incluse auto con altri marchi nel 2021, il 17% circa della sua produzione totale. E se il gruppo ha accumulato le sue quote in Avtovaz, gruppo produttore di Lada, fino a detenere una partecipazione di controllo, è stato nel 2012 anche grazie agli incoraggiamenti del presidente russo Vladimir Putin.

I rapporti con il capo del Cremlino affondano le loro radici negli anni precedenti: fu nel 2007 che, con il consenso di Putin, Renault acquistò una partecipazione iniziale in AvtoVaz (all’epoca l’ad era Carlos Ghosn) pari al 25%. Le Ladas di AvtoVaz, che ai tempi dell’Urss detenevano il controllo del mercato russo con una quota di quasi l’80%, tuttora incidono sul mercato russo per 1/5. Leggi articolo Togliatti, la super fabbrica russa nata grazie all’Italia

Il mercato ha penalizzato non poco il titolo Renault dall’invasione dell’Ucraina dalla Russia: il titolo ha perso più del 20% del suo valore: la Russia è il secondo mercato più grande per il colosso, che sta pagando ora uno scotto molto alto per quell’accordo da 1 miliardo di dollari che siglò nel 2007 con uno degli alleati più stretti di Vladimir Putin. La Russia incide ora per il 18% delle vendite di Renault nel mondo. E AvtoVaz ha venduto nel 2021 circa 385.000 Lada, principalmente in Russia.