Giovedì difficile per Piazza Affari, banche e TIM sotto pressione con caduta Draghi

21 Luglio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Giornata volatile per Piazza Affari così come per i Btp complice il consumarsi della caduta del governo Draghi e il profilarsi di elezioni anticipate tra un paio di mesi. Il Ftse Mib in chiusura cede lo 0,71% a 21.196 punti. Lo spread Btp-Bund è in ulteriore allargamento con scatto fino a 238 punti base dopo i dettagli sullo scudo anti-spread annunciati dalla Bce. La banca centrale europea, che oggi ha apportato un rialzo dei tassi di 50 punti base, ha approvato lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria (Transmission Protection Instrument, TPI) volto a contrastare ingiustificate, disordinate dinamiche di mercato che mettono seriamente a repentaglio la trasmissione della politica monetaria in tutta l’area dell’euro. La portata degli acquisti del TPI, precisa la Bce, dipenderà dalla gravità dei rischi per la trasmissione della politica monetaria.

“La BCE ha deciso di seguire la strada della Fed facendo front-loading del rialzo dei tassi ed allo stesso tempo riducendo l’importanza della forward guidance, senza fornire, come fatto a giugno, indicazioni sull’entità dei prossimi rialzi e legando tali decisioni ai dati che arriveranno mese per mese. Riguardo al programma TPI, il mercato non ha probabilmente gradito la presenza di numerose condizionalità che lo rendono poco flessibile”, commentano gli analisti di MPS Capital Services.

A Piazza Affari forti vendite soprattutto sulle banche che non hanno potuto cavalcare l’assist del rialzo dei tassi della Bce in quanto la crisi politica italiana ha acuito le preoccupazioni sull’Italia comportando un deciso allargamento dello spread. Tra i peggiori performer di giornata spiccano quindi Unicredit (-3,37%) e Intesa (-2,77%) che settimana prossima toglieranno i veli dai conti trimestrali.

Tra le big sono scese sia Enel che ENI con cali dell’1,5% circa. Molto male oggi anche Leonardo (-3,92%) e Poste (-4,88%).

A soffrire per la caduta del governo c’è anche TIM (-4,55%) scivolata ai nuovi minimi storici fino a 0,215 euro. La crisi politica rischia infatti di ritardare i tempi per la rete unica Tim-Open Fiber.