Forex, Credit Suisse: sentiment molto ribassista su euro, pesano timori dipendenza da energia Russia

24 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

“Il conflitto Russia-Ucraina ha trainato la volatilità al rialzo nei mercati monetari. Ha aumentato il premio di rischio geopolitico, sostenendo pertanto le monete rifugio tradizionali, quali USD, JPY e CHF (dollaro, yen e franco svizzero)”. E’ quanto si legge nel report “House View di Credit Suisse – Giudizi tattici”.

“Inoltre, l’impatto del conflitto sui prezzi delle materie prime globali ha determinato un apprezzamento delle monete delle materie prime – si legge ancora nel report di Credit Suisse – Il dollaro potrebbe trovare ancora sostegno per i tassi nel breve termine, in quanto è probabile che il ciclo di inasprimento da parte della Federal Reserve proseguirà il suo corso alla luce di inflazione elevata, mercati del lavoro robusti e rischi di crescita relativamente più bassi. In Europa, le preoccupazioni sulla crescita derivanti da una maggiore dipendenza dall’energia russa e dall’aumento dei prezzi delle materie prime potrebbero mantenere l’euro sotto pressione nel breve termine. In considerazione di ciò, il sentiment è già molto ribassista sull’euro e l’aumento dell’inflazione dell’Eurozona limiterà probabilmente la capacità della Bce di attenuare le aspettative sui tassi. Entrambi i fattori dovrebbero aiutare a limitare gli ampi rischi al ribasso per il momento. Prevediamo che l’euro-dollaro raggiunga quota 1,08 fra 3 mesi. Analogamente, a nostro avviso il cross euro-dollaro resterà prossimo alla parità sull’arco dei prossimi tre mesi. In questo caso, tuttavia, gli interventi sui mercati valutari da parte della Banca nazionale svizzera per indebolire il franco svizzero restano possibili”

Credit Suisse continua:

“Il nostro giudizio positivo sull’USD/JPY si è ora concretizzato sul nostro orizzonte tattico e, a nostro avviso, è appropriato effettuare prese di profitto, poiché i mercati detengono già posizioni short estese nello JPY, limitando il margine per ulteriori guadagni sostanziali nel breve termine. Il nostro giudizio è positivo sull’USD/CHF, ove riteniamo che l’obiettivo a 3m di 0,94 sia ancora realizzabile, data la persistente divergenza delle politiche monetarie”.

Ancora:

“Apprezziamo ancora le monete correlate alle materie prime, in particolare CAD, NOK e NZD. La nostra preferenza tattica, alla luce dei recenti sviluppi, è l’implementazione di questi giudizi rispetto all’euro, che dovrebbe offrire ancora una situazione di finanziamento favorevole e resta ostacolata dai rischi per la crescita derivanti dalla prossimità geografica del conflitto e l’elevata dipendenza energetica verso la Russia”.