Fiammata inflazione Eurozona, dilemma Bce: le previsioni di ING sulla fine del QE e su rialzo tassi

1 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

Così Bert Colijn, economista senior della divisione dell’Eurozona di ING, commenta il dato relativo all’inflazione dell’area euro che, nel mese di marzo, è balzata del 7,5%, stando a quanto emerso dall’indice dei prezzi al consumo.

L’accelerazione è significativa se si considera che, nel mese di febbraio, il rialzo era stato pari a +5,9%, e che gli economisti avevano previsto una crescita decisamente inferiore, pari a +6,6%. Il dato core è salito del 3%.

Colijn ha commentato il rialzo principalmente con il balzo dei prezzi dei beni energetici e alimentari, a causa della guerra in Ucraina. Ma a continuare ad avanzare è anche “l’inflazione core, a causa dell’accelerazione dei prezzi dei beni e dei servizi”.

Secondo l’esperto dell’ING, a questo punto, “non si può escludere neanche una crescita dell’inflazione a doppia cifra percentuale”.

Le stime dell’economista sono comunque di una inflazione, in Eurozona, che sarà nel 2022 pari o superiore al 6%.

“La Bce versa, indubbiamente, in una posizione molto difficile – si legge nella nota dell’esperto – Prima di tutto, è difficile che l’inflazione attuale venga influenzata dalla Bce, perchè questo è uno shock dell’offerta che arriva dall’esterno. Nel medio termine, è difficile stabilire il percorso da dare alla politica (monetaria). Da un lato, la domanda sta già rallentando in modo significativo, a causa delle pressioni massicce sui salari reali, delle interruzioni che hanno colpito la produzione, del calo della fiducia dei consumatori e delle condizioni finanziarie più rigide, per i tassi sui bond più alti. Dall’altro lato, non fare niente aumenterebbe i rischi di scollegarsi dalle aspettative sull’inflazione”.

Colijn riconosce che “le opzioni che la Bce ha a disposizione per combattere i problemi economici attuali si stanno esaurendo”, fattore che porta a stimare “che la banca centrale europea si muoverà in modo cauto” per non fare eventuali passi falsi.

“In mancanza di segnali di una crescita più sostenuta dei salari che potrebbe indicare l’inizio di una spirale salari-prezzi” ING prevede una “qualche forma di normalizzazione della politica monetaria nell’arco dei prossimi mesi, con la fine del Quantitative easing nel terzo trimestre e aumenti dei tassi nel quarto trimestre del 2022 e nel primo trimestre del 2023”.