Fed, colombe Brainard e Daly lanciano alert inflazione: verso tassi più alti e taglio bilancio già a maggio

6 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

E ora ci mancava solo la dovish Lael Brainard, governatrice della Federal Reserve, a lanciare l’alert hawkish, anticipando strette monetarie ancora più aggressive da parte della banca centrale americana. Tutta colpa dell’inflazione che, è “davvero troppo alta e soggetta a rischi al rialzo”. Di conseguenza, “la Commissione è pronta a varare misure più forti, nel caso in cui le indicazioni sull’inflazione e le aspettative sull’inflazione dovessero avallarle“.

E ancora, a suo avviso, la riduzione del bilancio della Fed dovrebbe avvenire a “un ritmo rapido”, più rapido che in passato:

“E’ di primaria importanza far scendere l’inflazione – ha detto Brainard durante un intervento al webinar organizzato dalla Fed di Minneapolis. Il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, “continuerà a rendere più restrittiva la politica monetaria in modo sistematico, attraverso una serie di rialzi dei tassi di interesse, e iniziando a ridurre il bilancio a un ritmo rapido già nel meeting di maggio”.

Immediata la reazione dei mercati, con i tassi sui Treasuries Usa a 10 anni che sono volati al nuovo record del 2022 e dal 2019, superando anche la soglia del 2,61% e riportando, per ora, la curva dei rendimenti del tratto 2-10 anni in una condizione di normalità, dopo l’inversione manifestatasi nelle sessioni precedenti. Le dichiarazioni hanno affossato soprattutto il Nasdaq, con ripercussioni negative sulle borse asiatiche, in particolare sulle Big Tech cinesi del calibro di Alibaba e Tencent.

Le parole di Brainard hanno scosso il mercato soprattutto perché la governatrice è stata sempre nota per essere dovish e favorevole ai bassi tassi di interesse. Eppure anche lei si è trovata costretta a capitolare, alla fine, di fronte a una inflazione che continua a correre, sorretta ora anche dalla paura di uno shock dell’offerta provocato dalla mancanza di materie prime da parte della Russia, peso massimo del settore delle commodities. A scatenare i timori su una Fed ancora più hawkish di quanto temuto è stata anche la presidente della Fed di San Francisco Mary Daly, anche lei nota per essere dovish. Daly ha fatto notare che un’inflazione che viaggia al record degli ultimi 40 anni – così come sta avvenendo negli States – è dannosa come il non avere un posto di lavoro”. Parlando all’associazione Native American Finance Officers Association, Daly ha rimarcato tutta l’intenzione della banca centrale americana di alzare i tassi, rassicurando i presenti anche sul fatto che la serie di strette monetarie non provocherà una recessione. Alzare i tassi “è necessario per assicurarvi di andare a letto senza preoccuparvi che i prezzi possano salire ancora di più nella giornata di domani”. Tornando a Brainard, nominata di recente vice del numero uno Jerome Powell, la governatrice ha detto di prevede che la riduzione del maxi bilancio della Fed, che ammonta alla cifra astronomica di $9 trilioni a causa di tutti quegli asset ‘aspirati’ dal mercato con le varie operazioni di Quantitative easing, avverrà “in modo considerevolmente più rapido” della riduzione che avvenne nel periodo compreso tra il 2017 e il 2019. In quegli anni la riduzione avvenne al ritmo di $50 miliardi al mese, fattore che ha portato diversi economisti a prevedere che stavolta il taglio mensile potrebbe essere di $80-100 miliardi. Anche Daly si è detta d’accordo sulla necessità di ridurre il bilancio della Fed, magari già a partire dalla riunione della Fed di maggio,tornando più volte a parlare dell’inflazione, nota per essere anche la tassa più crudele ( e sicuramente non solo in Usa. LEGGI Conti correnti: inflazione, una tassa occulta sui risparmi degli italiani da 76 miliardi. L’alert FABI).

 La numero uno della Fed di an Francisco ha sottolineato che la lotta all’inflazione lanciata dalla Fed “significherà che i tassi di interesse saliranno”. “L’inflazione, ovvero con quello che la gente paga giorno dopo giorno, assilla le menti di tutti, che vanno a letto di notte e si svegliano pensando agli affitti, ai costi dei trasporti, ai prezzi della benzina, ai prezzi dei beni alimentari. Dunque noi della Federal Reserve siamo pronti ad alzare i tassi di interesse”, ha rassicurato Brainard.