Elezioni & mercati, su Ftse Mib e BTP per ora no panic. Ma pericolo spread in agguato nel post voto

21 Settembre 2022, di Redazione Wall Street Italia

Cosa dicono i mercati in vista delle elezioni politiche italiane 2022 di domenica 25 settembre? Qual è l’effetto della fine imminente del governo Draghi e della prospettiva di un centrodestra al potere, pronto a prendere forma con un governo Meloni?

Il messaggio dei big della finanza, Goldman Sachs inclusa, alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è in sostanza il seguente: No tagli tasse, sì #PNRR #Draghi.

Ma guardiamo al messaggio che arriva direttamente dai numeri: la tabella stilata da Finanzaonline sulla base dei dati forniti da Bloomberg indica che, dal giorno della caduta di Mario Draghi, che si fa risalire allo scorso 21 luglio, l’indice di Piazza Affari Ftse Mib è salito del 3,55%, a fronte della flessione pari a -3,67% e -3,58% rispettivamente dell’EuroStoxx 50 e dell’indice benchmark di Wall Street, lo S&P 500.

Il sottoindice di riferimento delle banche italiane, il Ftse Italia All Share Bank, è avanzato del 13,91%. Riguardo allo spread BTP-Bund, termometro del rischio Italia, la variazione è stata poco significativa: il differenziale è salito a 226 punti, dai 212 punti del 21 luglio scorso.

Diverso il caso dei tassi dei BTP a 10 anni, che sono schizzati ben oltre la soglia del 4%, al 4,17%, rispetto al 3,31% della data che ha certificato la fine del governo Draghi. Questo significa che il disastro paventato da diversi trader, a causa della fine imminente del governo Draghi, non si è concretizzato.

Ftse Mib ha già prezzato rischio elezioni?

Come si può interpretare questa calma manifestata dagli asset del made in Italy? In generale per Piazza Affari, e in particolare per l’indice Ftse Mib, è positivo quanto viene messo in evidenza dagli strategist di Bloomberg Intelligence, ovvero il fatto che il rapporto forward price-to-earnings, pari a 7,5, suggerisce che i rischi significativi, in vista dei mercati, sono stati già prezzati.

Dall’altro lato, il rialzo dello spread oltre quota 200 indica che c’è un certo scetticismo da parte dei mercati su quanto accadrà nella fase successiva alle elezioni.

Elezioni: investitori incerti ma no panic nel breve

Un articolo di Bloomberg raccoglie il commento di alcuni analisti, premettendo che, nei 18 mesi della leadership di Mario Draghi, i mercati italiani hanno guadagnato un po’ di quella fiducia di cui avevano tanto bisogno. Di conseguenza, la fine del suo mandato come presidente del Consiglio si aggiunge alla lista crescente delle preoccupazioni per gli asset domestici”.

Gli autori dell’articolo di Bloomberg, Michael Msika e Chiara Remondini, fanno notare che “per la giornata di domenica, giorno delle elezioni politiche italiane, si prevede ampiamente una vittoria della coalizione di centrodestra, fattore destinato a portare una nuova incertezza tra gli investitori, che già temono l’aumento dei tassi di interesse, la crisi energetica e l’arrivo potenziale di una recessione. Un esito del genere (ovvero la vittoria del centrodestra di Fratelli d’Italia-Forza Italia-Lega) – viene sottolineato – potrebbe alimentare i dubbi sul percorso delle riforme (vedi PNRR di Draghi), condizione da realizzare affinché il paese riceva i fondi dell’Unione europea e velocizzi la sua ripresa post-pandemia” Covid-19.

Anticipiamo un aumento della volatilità nel mercato azionario italiano (dunque alla borsa di Milano), tuttavia senza che vengano toccati picchi estremi in vista delle elezioni del 25 settembre e nei giorni immediatamente successivi – ha commentato a Bloomberg Fabio Caldato, socio presso Olympia Wealth ManagementI nostri timori sono per il medio termine: il prossimo governo farà fronte a un autunno difficile ed è probabile che emergano tensioni sociali”.

Ipek Ozkardeskaya, analista senior di Swissquote, crede che i rischi politici metteranno sotto pressione i mercati dei bond italiani, e sottolinea che un qualsiasi allargamento dello spread BTP-Bund potrebbe pesare anche sull’euro, la cui flessione è “qualcosa che quest’anno non è stata di buon auspicio per le azioni europee, in generale”.

Bloomberg rimarca che “finora, i mercati sono stati relativamente ottimisti riguardo al rischio delle elezioni, e questo in quanto i leader del centrodestra hanno moderato i toni durante la campagna elettorale. Giorgia Meloni, che viene considerata come la più probabile ad assumere la carica di presidente del Consiglio, ha detto di essere d’accordo a lavorare in modo costruttivo con Bruxelles”.

A tal proposito, lo stesso chief economics advisor di UniCredit Erik F. Nielsen è ottimista riguardo alla possibilità che il programma completo di riforme di Draghi venga realizzato: una prospettiva che, a suo avviso, sarebbe una “buona notizia” per i mercati finanziari italiani.

Sven Jari Stehn, economista di Goldman Sachs, avverte tuttavia che, visto che è improbabile che un governo venga formato prima della fine del prossimo mese (ottobre), bisognerà aspettare un po’ prima di sapere se il nuovo esecutivo avrà superato la prova più grande. Il messaggio di Goldman Sachs è il seguente: i giochi non saranno sicuramente fatti il prossimo 25 settembre. Si conoscerà certo il nome del vincitore, ma sarà troppo presto per capire chi potranno essere per esempio i prossimi ministri chiave, in primis chi sarà a guidare il ministero dell’Economia e delle Finanze.

Elezioni: attenzione a spread ed effetto su banche

Come si rifletterà tutto questo sulla borsa, in particolare sul Ftse Mib?

Bloomberg ricorda che le banche e le compagnie di assicurazione tendono a muoversi spesso in linea con il trend dello spread BTP-Bund” e che “il differenziale potrebbe essere sensibile all’esito del voto”.

Un allargamento dei rendimenti, viene spiegato, “potrebbe pesare sui titoli finanziari, che compongono quasi il 30% dell’indice Ftse Mib”.

Al di là del listino principale, ovviamente, “il caso Monte dei Paschi sarà particolarmente monitorato”.

Vengono fatti inoltre i nomi di Intesa SanPaolo e UniCredit, sensibili allo spread BTP-Bund, che potrebbe per l’appunto reagire all’esito delle elezioni.

Detto questo, le banche italiane e altre società italiane “potrebbero offrire opportunità interessanti agli investitori che prevedono una nuova escalation del rischio Italia successivamente alle elezioni, in vista della legge di bilancio per il 2023 che deve essere stilata a fronte di uno spazio di manovra fiscale che appare molto limitato, considerando anche la necessità di erogare aiuti legati all’energia (contro il #caroenergia #carobollette) e i rischi al rialzo che incombono sul rapporto debito-Pil”, sottolineano gli strategist di Goldman Sachs, tra cui Cecilia Mariotti, della divisione di ricerca sulle strategie di portafoglio presso Goldman Sachs.

Il Ftse Mib tratta d’altronde a sconto rispetto alle altre borse europee, fattore che, di per sé, fa da assist ai titoli azionari.

Elezioni: i piani di Meloni su energia e Tim

Bloomberg mette in evidenza che le società energetiche e le utility incidono sul Ftse Mib per il 28% circa, fattore che rende il listino potenzialmente sensibile alle misure adottate a livello locale (dunque in Italia) o dall’Unione europea per affrontare la questione del balzo dei prezzi energetici. In tal senso, si ricorda che, lo scorso maggio,  il governo italiano ha alzato la tassa sugli extraprofitti incassati dall’industria energetica dal 10% al 25% e che Eni ha già comunicato che pagherà una tassa straordinaria di 1,4 miliardi di euro circa.

Meloni ha riferito che, in caso di un governo che la vedesse presidente del Consiglio, prenderebbe la decisione unilaterale di separare i costi dell’energia elettrica dai prezzi del gas, se l’Unione europea non accelerasse il passo verso uno sforzo congiunto.

Grande attenzione con il nuovo governo imminente sarà data anche alle società controllate dallo Stato:

annunci su chi saranno i prossimi ceo a guidarle sono attesi per la prossima primavera e il focus sarà su titoli come Enel, Eni, Terna, Poste Italiane e Leonardo.

“Un eventuale governo Meloni potrebbe avere un impatto più invasivo sull’economia e sulle società controllate dallo stato” anche riguardo alla procedura del cosiddetto Golden Power, volta a salvaguardare gli asset strategici, come ha fatto notare Matteo Brancolini, gestore di fondi di BPER Banca a Milano.

Dopo il voto potrebbe presentarsi anche la questione di un accordo per la combinazione degli asset di Rai Way con quelli di ET Towers, così come non poche novità, sottolinea Bloomberg, potrebbero riguardare Tim, con Cassa depositi e prestiti che potrebbe presentare un’offerta (occhio allo scatto del titolo nella sessione odierna di Piazza Affari legato ad alcuni rumor di mercato)

In via separata, Fratelli d’Italia di Meloni sta promuovendo un piano per un delisting di Telecom Italia e per vendere gli asset della compagnia di tlc al fine di tagliare la mole del suo debito di più della metà.

Non si può certo dire che i mercati siano tranquilli, in vista di queste elezioni politiche italiane del 2022. Ma da quanto affermano i big della finanza, se turbolenze particolari non si sono ancora manifestate, sia sulla borsa che sul reddito fisso del made in Italy, è perchè Giorgia Meloni non ha fatto ancora annunci da governo spendi e spandi.

Quelli che invece ha fatto Matteo Salvini, leader della Lega. Allo stesso tempo, i recenti botta e risposta sullo scostamento di bilancio indicano come un Pomo della discordia, in un ipotetico governo Meloni, sia già nato.

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