Effetto rally Wall Street su borsa Tokyo +2,2%. Ma cautela Biden e Nato su crisi Ucraina zavorra i futures Usa

16 Febbraio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Il trend positivo di Wall Street contagia anche le borse asiatiche. L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo balza del 2,2% a 27.460,40 punti; la borsa di Shanghai avanza dello 0,41%; Hong Kong +1,15%, Sidney +1,08%, Seoul +1,90%.

Ieri a Wall Street il Dow Jones Industrial Average è balzato di 422,67 punti a 34.988,84 punti, mentre lo S&P 500 è salito dell’ 1,58% a 4.471,07 punti. Il Nasdaq Composite ha segnato un rally del 2,53% a quota 14.139,76. Cautela dai futures Usa, con i futures sul Dow Jones in calo dello 0,05%, i futures sullo S&P in flessione dello 0,12% e i futures sul Nasdaq in calo dello 0,20%.

Il tono positivo dei mercati delle ultime ore si spiega con una importante novità arrivata dal fronte geopolitico. Nella giornata di ieri il ministero della difesa russo ha comunicato che le unità dei distretti militari meridionali e occidentali che erano state schierate per le esercitazioni militari nei pressi della frontiera ucraina stanno rientrando alle loro basi.

Immediata la reazione dei mercati: si scommette sullo smorzarsi delle tensioni geopolitiche esplose tra la Russia di Vladimir Putin e l’Occidente sulla crisi in Ucraina e dunque sulla possibilità che la guerra tanto temuta non si concretizzi.

Tuttavia, la Nato ha avvertito di non “aver assistito finora ad alcun segnale di de-escalation dalla controparte russa. E anche il presidente americano Joe Biden ha manifestato cautela, affermando che un attacco russo all’Ucraina rimane “una possibilità concreta”.

Dal fronte macroeconomico della Cina, comunicati i numeri sull’inflazione.

Nel mese di gennaio l’indice dei prezzi al consumo è salito su base annua dello 0,9%, a un ritmo inferiore rispetto al +1% atteso dagli economisti e in rallentamento rispetto al +1,5% precedente. Su base mensile, il trend è stato di un rialzo dello 0,4%. L’inflazione cinese misurata dall’indice dei prezzi alla produzione è salita invece su base annua del 9,1%, al ritmo più basso dal luglio del 2021, a un tasso minore rispetto al +9,5% stimato e in rallentamento rispetto al precedente incremento del 10,3%. Su base mensile, il trend è stato di una flessione dello 0,2%.