Downgrade Fitch e fardello debito più pesante con aumento tassi, Enel non vede la luce a Piazza Affari

7 Febbraio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Enel al tappeto a Piazza Affari. Il titolo della maggiore utility italiana continua a soffrire e oggi è arrivato a cedere oltre il 4% in area 6,35 euro, sui minimi da maggio 2020. Da inizio anno Enel, titolo di maggior peso di tutto il Ftse Mib, segna un saldo fortemente negativo di -9%.

Negli ultimi 12 mesi il titolo ha lasciato sul terreno oltre il 24%, in decisa controtendenza rispetto al +13% del Ftse Mib nello stesso periodo. 

Tra gli elementi che preoccupano gli investitori c’è la possibilità di mosse del governo che potrebbe decidere di finanziare gli sgravi sulle bollette con una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche. In aggiunta, la forte risalita dei rendimenti obbligazionari, con tassi dei BTP in forte aumento (oggi picco a 1,88%, top da maggio 2020).

Arriva il downgrade di Fitch

A pesare oggi c’è anche il downgrade deciso da Fitch che venerdì sera ha annunciato la revisione del rating a lungo termine di Enel, abbassandolo a “BBB+” dal precedente livello di “A-“. Stando a quanto comunicato dall’agenzia di rating, la modifica del rating di Enel riflette, principalmente, il previsto aumento della leva finanziaria nel medio termine. Fitch si aspetta che la leva netta dei funds from operations (FFO) raggiunga una media di 4,6 volte per il periodo 2022-2024 rispetto al 3,7x per il 2017-2020. Il forte aumento della leva finanziaria previsto per il 2021 (circa 5,2x) è visto invece come un fenomeno una tantum a causa di eventi non ricorrenti.

Le opportunità di investimento derivanti dalla transizione energetica hanno portato Enel ad ampliare progressivamente il proprio piano di investimenti e a tollerare una leva finanziaria più elevata. Enel ha ampliato progressivamente il suo piano di capex nel contesto della transizione energetica. Fitch continua a considerare Enel come operatore all’avanguardia nell’ambito della transizione energetica, con un’efficace strategia concentrata sull’integrazione delle proprie attività di generazione e fornitura, oltre all’elevata capacità di esecuzione, come recentemente dimostrato dai 5 GW di nuova capacità rinnovabile installata nel 2021.

Enel ha leggermente rivisto al ribasso le aspettative sull’ebitda per il 2022 e il 2023 (di circa il 3%-4%), principalmente a causa del rallentamento della crescita attesa da Latam rispetto a un anno fa.

Settimana scorsa Enel ha riportato i dati preliminari 2021 che evidenziano ricavi a 88,3 miliardi di euro (+33,8%) ed Ebitda a 19,2 miliardi (+6,7%), mentre l’indebitamento finanziario netto a fine 2021 ha raggiunto quota 52 miliardi.

Analisti continuano a credere nella riscossa del titolo

Tra gli analisti rimane una forte fiducia sulle prospettive della maggiore utility italiana. Barclays venerdì ha confermato overweight con prezzo obiettivo a 9,7 euro in un report dal titolo “Welcome to a new beginning. Secondo gli analisti della banca inglese, “il 2022 dovrebbe portare più visibilità su uno dei punti chiave relativi alla nuova strategia Enel presentata nel corso del suo Capital markets day di novembre, ovvero la riallocazione del capitale“.

In generale tra gli analisti monitorati da Bloomberg ben l’80% dice buy sul titolo, il 16,7% è hold e solo un analista (3,3%) dice sell. Il target price medio è di 8,69 euro, il 35% sopra i livelli attuali.

Analisi tecnica: aumenta pressione ribassista

Nelle ultime sedute è aumentata la pressione ribassista sul titolo e la situazione tecnica è peggiorata con il breakout odierno del fondamentale supporto a 6,6 euro. Con la seduta di oggi Enel è infatti uscito dalla fase di lateralità che lo ha imprigionato da settembre 2021 in un trading range compreso tra 6.60 e 7,3 euro. Da inizio anno Enel ha perso già il 10% e i prossimi supporti tecnici che potrebbero ostacolare ulteriori ribassi dei prezzi sono prima in area psicologica di 6 euro e poi target più profondo in area 5,70 euro. Al contrario, le principali resistenze sono ora a 6,50 euro e 6,87. A conferma della debolezza in atto si segnala la posizione dei prezzi al di sotto delle medie mobile principali a 50 e 200 periodi e la posizione short di molti indicatori e oscillatori. Nonostante la debolezza di breve, analizzando il grafico settimanale vediamo come il titolo si mantenga in trend crescende dal 2013, con i prezzi al test della trendline costruita dai minimi del 2012 e confermata anche a febbraio 2020.