Decreto aiuti: ok al bonus una tantum da 200 euro per dipendenti, autonomi e pensionati

3 Maggio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Circa 14 miliardi di euro a supporto di famiglie e imprese per far fronte agli aumenti di energia, carburanti e materia prime. Queste le risorse dei due decreti legge che il Consiglio dei ministri ha approvato ieri.

Decreto aiuti: le principali novità

Tra le principali misure approvate ieri gli analisti di Equita sottolineano in primis il prolungamento fino all’8 luglio del taglio delle accise di benzina, gasolio e GPL per autotrazione. Viene inoltre introdotta la riduzione delle accise anche sul metano, una misura che vale circa 2,1 miliardi di euro. Introdotte inoltre agevolazioni per le società gasivore con aumento del credito d’imposta per l’acquisto di gas naturale dall’attuale 20% al 25% per tutto il secondo trimestre e nuove semplificazioni per le procedure di impatto ambientale e paesaggistico finalizzato ad accelerare i tempi di autorizzazione dei nuovi impianti rinnovabili e un fondo ristori da 200 milioni di euro per le PMI che realizzano oltre il 20% del fatturato tra Ucraina, Russia e Bielorussia e che hanno registrato un incremento dei costi delle materie prime di almeno il 30% e un calo del fatturato inferiore al 30% nell`ultimo trimestre.

Tra le novità più rilevanti si segnala anche il  contributo una tantum di 200 euro per dipendenti, autonomi e pensionati con redditi fino ai 35mila euro. Spetterà a 28 milioni di italiani, come ha spiegato il premier Mario Draghi, rivendicando come in questo modo “veniamo incontro alle esigenze esposte dai sindacati” che durante l’incontro di lunedì mattina hanno chiesto di tutelare il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni. La misura vale oltre 6 miliardi e per finanziarla arriva un aumento dal 10 al 25% della tassa sugli extraprofitti (o meglio sul maggior valore aggiunto) delle imprese energetiche. “Giusta l’analisi del premier sulle cause dell’inflazione, ossia il rincaro dei beni energetici” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Per quanto apprezziamo molto l’idea di un contributo per affrontare il caro vita, un provvedimento che va finalmente nella giusta direzione, non possiamo però che evidenziare che 200 euro una tantum, per quanto apprezzabili, siano del tutto insufficienti, considerato che l’inflazione al 6,2% significa un aumento del costo della vita, per una famiglia media, pari a 1796 euro su base annua, ossia 9 volte di più” prosegue Dona. “Se consideriamo una coppia con 2 figli, dove entrambi i genitori lavorano e hanno un reddito inferiore a 35 mila euro di reddito e, quindi, avranno un contributo complessivo di 400 euro, l’inflazione determina una stangata da 2224 euro su base annua, 5 volte e mezza di più” aggiunge Dona. “Va ricordato, infine, al Premier che anche se l’inflazione a breve potrà anche calare ed essere temporanea, non vuol dire che i prezzi in valore assoluto scenderanno e quindi l’impoverimento proseguirà. Ecco perché bisogna fare di più sul fronte caro energia” conclude Dona.