Crisi di governo Draghi, Janus Henderson: ‘anche in caso di tenuta spread BTP-Bund non calerà’

18 Luglio 2022, di Redazione Wall Street Italia

“Crisi governo Draghi, anche in caso di tenuta gli spread non caleranno”. Così Andy Mulliner, Head of Global Aggregate Strategies do Janus Henderson, commenta la crisi di governo, esplosa la scorsa settimana con la decisione del M5S di Giuseppe Conte di non votare il decreto Aiuti e con le dimissioni del presidente del Consiglio Mario Draghi, rifiutate tuttavia dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’Italia attende la giornata di mercoledì, dopodomani 20 luglio, quando Draghi si presenterà di fronte alle Camere. Il giorno dopo ci sarà la riunione della Bce di Christine Lagarde che, in base a quanto ha anticipato la stessa presidente Christine Lagarde, terminerà con l’annuncio di un rialzo dei tassi di 25 punti base e anche dellì’attesisssimo scudo anti-spread salva Btp

“La crisi politica in Italia è significativa per i mercati, basti considerare che in passato i periodi di estrema tensione dello spread sono andati di pari passo con l’instabilità politica. Se l’attuale esecutivo si sfaldasse e si andasse a elezioni anticipate, ci troveremmo di fronte a un governo molto diverso da quello attualmente guidato da Draghi, un’ampia coalizione di destra e sinistra, visto che i sondaggi attuali suggeriscono che una coalizione di destra potrebbe ottenere la maggioranza. Anche se vale la pena ricordare che l’uscita dall’Eurozona non è più un’eventualità che questi partiti sostengono, un governo di destra sarebbe probabilmente fortemente euroscettico e anti-immigrazione e le relazioni con l’UE ne risentirebbero. Esattamente l’opposto della situazione attuale con Draghi come premier. Lo scenario descritto probabilmente solleverà le preoccupazioni degli investitori sulle prospettive a lungo termine dell’Italia, sia per quanto riguarda l’Eurozona sia per quanto riguarda la sostenibilità delle sue finanze. Non dovrebbe trattarsi di un pericolo acuto come quello che abbiamo visto nella crisi sovrana, ma quasi certamente in questo scenario si assisterà a un premio di rischio più ampio per il debito italiano, che aggraverà ulteriormente l’inasprimento delle condizioni monetarie da parte della BCE. È anche importante notare che lo strumento anti -frammentazione della BCE non è stato esplicitamente creato per compensare l’allargamento fondamentale o politico degli spread e che, quindi, l’eventuale successo dell’introduzione di uno strumento credibile nella riunione della Bce non sarà benefica per i BTP, nel caso in cui nei prossimi giorni si voti la fiducia al governo”.

“In definitiva, in assenza della volontà di portare avanti l’attuale coalizione fino alla scadenza originariamente prevista del maggio 2023, dovremmo aspettarci un aumento dei rendimenti dei BTP e un ampliamento degli spread. Tuttavia, non ci aspettiamo una crisi del debito italiano ed èimportante notare che gli investitori sono in ogni caso preparati per un cambio di governo nel 2023 e l’esposizione al debito italiano non è più quello di qualche anno fa, quindi anche in caso di continuità del governo Draghi è improbabile che gli spread si restringano in modo significativo”.