Crisi demografica, Elon Musk avverte: ‘Avanti così e non ci saranno più italiani

25 Maggio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Elon Musk, in una delle sue frequenti incursioni su Twitter, ha avuto modo anche di parlare dell’Italia facendo una previsione categorica legata al rischio demografico.

L’istrionico numero uno di Tesla e Space X, ieri sera ha aperto una discussione su un tema a lui molto caro, quello della bassa natalità, postando un grafico del Wall Street Journal e scrivendo: “Il tasso di natalità negli Stati Uniti è al di sotto dei livelli minimi sostenibili da circa 50 anni”. In altri tweet ha aggiunto: “Contrariamente a quanto molti pensano, più una persona è ricca, meno figli ha. Sono una rara eccezione. La maggior parte delle persone che conosco ha zero o un solo figlio”. Musk ha ben 7 figli.

https://twitter.com/elonmusk/status/1529097667858546689

Musk – protagonista in queste settimane per la sua offerta da 44 mld di dollari per rilevare Twitter, poi messa in standby per i numeri legati agli account fake – ha rincarato la dose postando anche una tabella della World Bank dei paesi con più bassi tassi di natalità. Tra le nazioni più a rischio figura anche l’Italia, in 191° posizione con un tasso dell’1,24.

“La Corea del Sud e Hong Kong stanno vivendo il crollo demografico più rapido. Nota, 2,1 bambini per donna è il tasso di sostituzione”, commenta Musk.

Il ceo di Tesla ha fatto un botta e risposta con l’italiano Andrea Stroppa; quest’ultimo ha rimarcato come in Italia, nonostante un buon welfare, il tasso di natalità sta crollando (Stroppa ha allegato un grafico sui nati dal 1946 al 2019 in Italia). Elon Musk ha replicato un maniera secca: “L’Italia non avrà più una popolazione se queste tendenze continueranno”.

Italia e natalità 

Recentemente il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blandiardo, ha rimarcato come se non verranno attuate misure strutturali nel 2050 l’Italia rischia di avere avrà 5 milioni di abitanti in meno. Stando ai numeri raccolti dall’istituto di statistica, nel 2050 solo poco più di una persona su due sarebbe in età da lavoro, con un 52% di persone tra i 20 e i 66 anni che dovrebbero provvedere sia alla cura e alla formazione delle persone sotto i venti anni (16%), sia alla produzione di adeguate risorse per il mantenimento e l’assistenza ai pensionati (32%). In questo quadro le nascite annue potrebbero scendere nel 2050 a 298 mila unità. “Si era detto l’obiettivo di almeno 500mila nati” ha affermato Blandiardo. “Nelle nostre previsioni questo obiettivo, se andiamo a guardare le tendenze, lo potremo raggiungere nell’arco di 40/50 anni. Il vero sforzo è arrivare a questo risultato in tempi decisamente più ravvicinati”.