Cop21, prolungati i negoziati: manca l’accordo con la Cina

11 Dicembre 2015, di Alberto Battaglia

Le discussioni del Cop21, la Conferenza parigina che punta a raggiungere nuovi accordi internazionali sul riscaldamento globale, saranno prorogate fino a sabato, ossia un giorno in più rispetto a quanto previsto. La riluttanza della Cina, il paese più inquinante al mondo, a firmare un pacchetto di misure sarebbe la ragione di tale prolungamento dei negoziati: gli Stati Uniti e altri paesi insistono sul fatto che il Dragone debba essere parte degli accordi che verranno raggiunti.

Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha affermato su una rete tv transalpina che verrà presentato un nuovo testo compromissorio sulla lotta al riscaldamento globale sabato mattina, nella speranza di raccogliere le firme di 200 nazioni entro mezzogiorno.

Il rappresentante per il cambiamento climatico cinese, Gao Feng, ha tuttavia affermato che la Cina non sarà in grado di cambiare i suoi piani per almeno i prossimi 15 anni. Allo stesso tempo il commissario europeo Miguel Arias Cañete rilancia: senza accordi di respiro quinquennale qualsiasi patto è privo di significato.