Consigli di investimento in tempi di guerra, Fugnoli (Kairos) presenta il portafoglio ideale

15 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

“Non è semplice disegnare un portafoglio in questo momento pieno di incognite. Il conflitto tra Russia e Ucraina da una parte si intensifica e rischia di allargarsi e dall’altra si apre a trattative serrate che potrebbero quantomeno portare a un cessate il fuoco”. Alessandro Fugnoli, Strategist di Kairos, nel suo podcast mensile “Al 4° piano” spiega quali caratteristiche dovranno avere gli investimenti in questo momento pieno di incognite.

“Il perimetro delle sanzioni non è ancora completo e si sta ancora allargando, ma d’altra parte si profilano vie di aggiramento che ne ridurrebbero l’efficacia. Soprattutto non è chiaro se un eventuale accordo comporterebbe un’attenuazione delle sanzioni e in che tempi”.

Fugnoli sottolinea che “una guerra prolungata, unita al blocco navale dell’Ucraina, porterebbe a difficoltà nell’approvvigionamento di cereali e metalli industriali su scala globale e alimenterebbe un’inflazione che era già pericolosamente alta prima della guerra e manderebbe in recessione alcune economie emergenti e forse l’Europa stessa”.

“Un accordo, d’altra parte, rasserenerebbe il clima e, accompagnato da politiche fiscali di nuovo espansive in Europa, ridarebbe slancio ai mercati finanziari”.

Detto questo, “per investire dunque bisogna partire da qualche ipotesi”, che Fugnoli illustra nel suo podcast mensile:

“Le nostre (ovvero quelle di Kairos) sono che la guerra non sarà lunga e non produrrà una vittoria chiara di una delle parti. La stanchezza lascerà spazio alla diplomazia. Le sanzioni, tuttavia, rimarranno e verranno ritirate lentamente; il conflitto lascerà una scia di risentimenti e la deglobalizzazione proseguirà”.

Fugnoli ritiene che “non ci sarà però nessuna recessione globale, perché America e Cina continueranno a crescere in ogni caso, l’Europa avrà una breve recessione di un trimestre e poi, in caso di accordo, riprenderà a crescere spinta anche dalle nuove misure fiscali. L’inflazione segnerà nel breve nuovi massimi, ma alla fine del 2022 sarà comunque dimezzata.

Fugnoli (Kairos): investimenti dovranno avere quattro caratteristiche

“Con queste premesse – spiega Alessandro Fugnoli -, gli investimenti dovranno avere quattro caratteristiche: prudenza, diversificazione, selettività e orientamento al medio termine”.

“Prudenza non significa stare liquidi, negli anni 70 che vengono spesso citati in questo periodo, restare liquidi non fu disastroso perché a un certo punto i tassi reali sul mercato monetario diventarono fortemente positivi. Questa volta, resteranno invece, con qualsiasi scenario, fortemente negativi. Prudenza significa invece evitare l’uso della leva e integrare il portafoglio che si aveva prima del 24 febbraio, un portafoglio costruttivo orientato alla ripresa dei consumi e degli investimenti nell’economia che usciva dalla pandemia, con attivi anti-fragili che performino bene, anche in un quadro di elevata instabilità. Ci riferiamo al dollaro, alle materie prime e all’oro”.

“Diversificazione significa inclusione dei bond governativi cinesi nella parte a reddito fisso e di titoli americani asiatici e di Paesi emergenti produttori di materie prime nella parte azionaria”

“Selettività significa privilegiare i debitori solidi e l’azionario con bassi multipli, almeno fino a quando il quadro globale non sarà tornato più stabile”

“Certo, le occasioni migliori si trovano nei contesti peggiori, ma i contesti peggiori producono anche l’uscita definitiva dal mercato di molti soggetti economici – continua Fugnoli – L’orientamento al medio termine significa due cose: la prima è non farsi trascinare dall’alternanza di notizie allarmanti e di spiragli positivi che caratterizza questa fase concitata e drammatica; la seconda è cercare di individuare le caratteristiche del mondo che verrà. Una di queste sarà senz’altro l’accelerazione della transizione energetica vista non più soltanto come contenimento dei cambiamenti climatici, ma anche come avvicinamento all’autosufficienza in ognuna delle regioni del mondo”.