Colpo di reni finale per Piazza Affari, corrono TIM e Banco BPM

13 Aprile 2022, di Redazione Wall Street Italia

Mercoledì con scatto finale per Piazza Affari. Il Ftse Mib, rimasto in rosso per gran parte della giornata, ha chiuso con un +0,22% a quota 24.722 punti. Oggi focus sull’avvio della stagione delle trimestrali oltreoceano con JP Morgan che ha riportato utili in calo del 42% e inferiori alle attese. JPMorgan stima per il futuro sfide significative dovute a guerra, inflazione e problemi a catene d’approvvigionamento. Intanto continua a tenere banco proprio il nodo inflazione: l’indice prezzi alla produzione USA è schizzato a +11,2% a marzo, record di sempre. Stamattina è stato il turno anche dell’inflazione UK, salita al 7% (consensus era 6,7%) alimentando ulteriormente le attese di banche centrali sempre più attive nell’alzare i tassi per contenere le pressioni sui prezzi.

Sul parterre di Piazza Affari si segnalalo il -2,68% di NEXI e il -3,15% di Campari. In affanno anche Terna a -2,33% con il riaccendersi della possibilità di un deal con Snam. Il ministro per la transizione digitale, Vittorio Colao, ha commentato ieri al margine di un intervento ad una conferenza di Pwc che una potenziale rete unica (Terna/Snam) avrebbe senso a patto che sia pro-concorrenza e non alteri le dinamiche di mercato.

Chiusura positiva invece per Atlantia (+0,78%) che stando agli ultimi rumor potrebbe vedere materializzarsi già oggi l’offerta da parte di Benetton e Blackstone a un prezzo d’Opa da 22-23 euro per azione. Fari sempre accesi su TIM (+3% a 0,3161 euro) con l’emergere ieri di nuovi rumor legati a una possibile offerta congiunta del fondo Apax e della francese Iliad per l’area consumer di Tim, ossia quella che vende i servizi di telefonia agli utenti finali.

Infine, tra le banche scatto a oltre +3% di Banco BPM che ieri ha finalizzato l’acquisto dal partner Covéa Coopération dell’81% del capitale sociale di Bipiemme Vita, compagnia assicurativa operante nel ramo vita, di cui il gruppo guidato da Giuseppe Castagna già possiede una quota del 19%. Questa mossa rappresenta un’accelerazione rispetto agli obiettivi del piano anche se parzialmente attesa dato che già in occasione dei risultati dell’esercizio 2021 il management aveva indicato un possibile anticipo dell`internalizzazione della join venture.